vendredi 29 août 2008

Giornata di sole consolatrice.



Il sole ci ha accompagnato per gran parte della giornata, ci ha fatto togliere i soprabiti e appoggiati sugli scogli riscaldandoli, dove più in basso, le rocce venivano accarezzate delicatamente da una spuma affettuosamente ondeggiante, spumosamente bianca, diretta ad affondarsi compatta nella sabbia della spiaggia. La neve é lontana, la sua biancura non é visibile ad occhio nudo, anche se la giornata é di uno stupendo chiarore. I monti che la dovrebbero ospitare per oggi sono rimasti verdi raggianti. Il sole ci ha fatto un gran bel regalo di Natale a venirci a trovare malgrado tutte quelle previsioni pessimistiche che volevano vederci avvolti in un'oscuro, bianco freddo polare. Questo sole ci ha fatto scorrere il tempo come se fosse stato un lampo, le ore sono trascorse troppo velocemete, per noi impossibilitati a fermarle, noi che stavamo immobili, ma sempre in movimento, sempre di fretta, sempre in giro, sempre indaffarati nella ricerca continua di ritrovare di nuovo il tepore solare. Probabilmente dovremo aspettare a percorrere ancora qualche giro per poterci di nuovo rincontrare.


FUORI TEMPO
Vivo fuori del mio tempo naturale, la mia proiezione al futuro é costante. Ho anticipato il mio periodo evolutivo, sono culturalmente avanti rispetto alla maggior parte delle altre persone.Ho già abolito le tradizioni tipo il matrimonio e quindi una famiglia giuridica e ecclesiastica.Ho cancellato tutte le barriere fronterizie, abolito ogni forma di danno auto-imposto. Ho legalizzato l'intelligenza, mia e degli altri, ho debellato l'analfabetismo e stó lottando quotidianamente con le ultime malattie che germi e batteri facevano del mio corpo la loro motivazione d'esistere. Ho quasi sconfitto i difetti caratteriali impostati dalla natura umana e vivo veramente in simbiosi con gli altri esseri umani, sono autosufficiente e nello stesso tempo donante d'emozioni, sensazioni, passioni e umori da condividere in partecipazioni binari o multidudinali.Tutto questo lo vivo cosciente ma impotente di fronte alla realtà dei giorni antichi, ma attuali, di persone che non sono altro che il passare quotidiano di un tempo fermato a periodi già passati e sincronizzato ad un procedere lento, quasi statico, interminabile nel suo processo di costruzione di un futuro che é già presente.



Frammento di giornata.
Giornata radiante, vissuta sotto l'auspicio di un sole che finalmente ha fatto la sua parte d'astro benevolo, donandoci la meraviglia del calore d'agosto.
Una calma insospettabilmente naturale basso il prato eccellentemente curato dalla mano artificiale dell'uomo.
Ai lati gli alberi più alti fanno muovere i loro rami, con un griderio corale ma unisono delle foglie mosse da un venticello di rassicurante frescura necessaria.
Estasi totale nei pensieri rievocatrici delle giornate più belle trascorse all'interno della felicità, abbinamento perfetto con la vista posta allo scorrere lento di un corso rapido di un fiumiciattolo.
La casa piccola e bianca con i contorni marrone chiaro di pietra antica, sembra l'occhio scrutratrice di un'alieno completamente verde, peró é solo il segno inconfondibile di una civiltà vicina.
L'unica civiltà che puo' distruggere questa pace divina.

Dejà-vu.
Mi sembra abbastanza strano il fatto che quando rivedo dei film che avevo giá visto da ragazzino o da ragazzo, rivedendoli nel presente mi sembrano tutt'altro film; le stesse imagini che mi avevano particolarmente colpito, rivedendele adesso mi sembrano appartenere ad un'altro film. Quel fattore impattante con cui le ricordavo, a cui avevo dato un significato particolare, nell'oggi hanno assunto inconsapevolmente, ma forse naturalmente, un'altro significato ed una minore suggestione, in alcuni casi assolutamente scomparsa. Probabilmente vedo queste immagini dandogli il vero significato che hanno, e che in precedenza, indietro nel tempo, un grado di maturitá inferiore o solo il trascorrere del tempo che ci fa essere piú consapevoli della vita che viviamo mi ha reso questi film del tutto nuovi. Un altro fatto che mi sorprende é la sicurezza di aver visto giá un film e che, appunto l'essere cosciente di questo, fa in modo che sia riluttante nel rivederlo; costretto per vari motivi, rivedo questo film e scopro che non me ne ricordo assolutamente niente: il finale mi riviene in mente solo quando leggo la frase "The End", praticamente é come se vedessi il film per la prima volta. Questo fatto mi succede anche con le letture, specialmente con i romanzi. Sono innumerevoli i libri che ho letto, probabilmente molti di essi li ho letti con un'atteggiamento meccanico che non meritavano e che sicuramente hanno lasciato alcuna traccia di loro nella mia conoscenza personale. Eppure a volte mi capita di rileggere libri che ho giá letto e qualcuno di essi mi sembrano come se fossero "inedidi" ai miei ricordi: sembrano proprio delle "novitá". É come se si trattasse di un deja-vú, peró un deja-vú reale, vissuto veramente. Il tempo conseguentemente all'accumulazione continua nel nostro cervello di dati, nozioni, esperienze, cronache ecc. ecc. ammontona tutto questo come si trattasse di mettere un mattone sopra un'altro mattone edificando la nostra cultura (il nostro conoscimento).