

Frammento di giornata.
Giornata radiante, vissuta sotto l'auspicio di un sole che finalmente ha fatto la sua parte d'astro benevolo, donandoci la meraviglia del calore d'agosto.
Una calma insospettabilmente naturale basso il prato eccellentemente curato dalla mano artificiale dell'uomo.
Ai lati gli alberi più alti fanno muovere i loro rami, con un griderio corale ma unisono delle foglie mosse da un venticello di rassicurante frescura necessaria.
Estasi totale nei pensieri rievocatrici delle giornate più belle trascorse all'interno della felicità, abbinamento perfetto con la vista posta allo scorrere lento di un corso rapido di un fiumiciattolo.
La casa piccola e bianca con i contorni marrone chiaro di pietra antica, sembra l'occhio scrutratrice di un'alieno completamente verde, peró é solo il segno inconfondibile di una civiltà vicina.
L'unica civiltà che puo' distruggere questa pace divina.
Dejà-vu.
Mi sembra abbastanza strano il fatto che quando rivedo dei film che avevo giá visto da ragazzino o da ragazzo, rivedendoli nel presente mi sembrano tutt'altro film; le stesse imagini che mi avevano particolarmente colpito, rivedendele adesso mi sembrano appartenere ad un'altro film. Quel fattore impattante con cui le ricordavo, a cui avevo dato un significato particolare, nell'oggi hanno assunto inconsapevolmente, ma forse naturalmente, un'altro significato ed una minore suggestione, in alcuni casi assolutamente scomparsa. Probabilmente vedo queste immagini dandogli il vero significato che hanno, e che in precedenza, indietro nel tempo, un grado di maturitá inferiore o solo il trascorrere del tempo che ci fa essere piú consapevoli della vita che viviamo mi ha reso questi film del tutto nuovi. Un altro fatto che mi sorprende é la sicurezza di aver visto giá un film e che, appunto l'essere cosciente di questo, fa in modo che sia riluttante nel rivederlo; costretto per vari motivi, rivedo questo film e scopro che non me ne ricordo assolutamente niente: il finale mi riviene in mente solo quando leggo la frase "The End", praticamente é come se vedessi il film per la prima volta. Questo fatto mi succede anche con le letture, specialmente con i romanzi. Sono innumerevoli i libri che ho letto, probabilmente molti di essi li ho letti con un'atteggiamento meccanico che non meritavano e che sicuramente hanno lasciato alcuna traccia di loro nella mia conoscenza personale. Eppure a volte mi capita di rileggere libri che ho giá letto e qualcuno di essi mi sembrano come se fossero "inedidi" ai miei ricordi: sembrano proprio delle "novitá". É come se si trattasse di un deja-vú, peró un deja-vú reale, vissuto veramente. Il tempo conseguentemente all'accumulazione continua nel nostro cervello di dati, nozioni, esperienze, cronache ecc. ecc. ammontona tutto questo come si trattasse di mettere un mattone sopra un'altro mattone edificando la nostra cultura (il nostro conoscimento).

