vendredi 26 septembre 2008

PERSONE AUTENTICHE.


Una persona si puó considerare autentica quando le sue convinzioni e i suoi valori si riflettono nelle sue azioni, nel suo modo di pensare e nei suoi sentimenti. Se da un lato va la condotta e dall'altra vanno gli ideali, tutti gli esseri umani provano una rottura interiore, una parte in cui non si possono riconoscere. Se inoltre gli mancano punti di riferimento e una gerarchia di valori, il dolore psichico che si prova é la dimostrazione dei comportamenti incorretti a cui si sottopone e a cui sottopone o viene sottoposto nei rapporti con gli altri.Una delle forme per essere autentici consiste nel mantenere la coerenza tra quello che dice e quello che si fá, dato che questo suppone in prima perte l'essere fedele a se stessi. Esistono circostanze dove si puó essere preda di un certo timore nel distinguersi e nello apparire differenti alla grande maggioranza dei consimili. D'altronde ogni persona dovrebbe avere il diritto ad essere se stessa, a cercare ed approfittare del meglio che puó ricavare da se stesso e un fatto importante e cercare alternative senza lamentarsi o colpevolizzare agli altri dei suoi problemi e disgrazie, a meno che queste circostanze non siano prodotte visibilmente dalle altre persone.

mardi 23 septembre 2008

ESSERE MIGLIORI.


  1. Essere migliori
  2. Essere "i migliori"
  3. Simbiosi
  4. Tutto facile
  5. Società del divertimento
  6. Distrazioni
  7. Contraddizioni ed ambiguità
  8. Grandi aspettative
  9. La frivolezza produce ricchezza
  10. Ignoranza
  11. Vivi e lascia vivere
  12. Libertà limitata
  13. Liberi
  14. Supereroi
  15. Realizzazioni


É interiormente inamissibile che qualcuno appartenente alla nostra specie viva in maniera migliore della nostra. Dicendo maniera migliore s'intende sopratutto il lato materialistico che ci offre la vita. Questa interioritá difficilmente puó essere repressa ed a volte é chiaramente palese l'attitudine che deriva da questa nostra esigenza interiore, fino ad offendere, e conseguentemente quando questo atteggiamento é rivolto nei nostri confronti ci offende. Ci offende al tal punto che la nostra piú grande aspirazione diventa quella di privare di quei beni che riteniamo possano far apparire agli altri migliori di noi; con piú possibilitá nel destreggiarsi nei labirinti del sistema sociale, o con piú capacitá per ottenere quei meriti a cui noi non potremmo aspirare mai........................Vivere dimostrando d'essere piú adattati e quindi d'essere migliori degli altri é un'imperativo. Anche se in certe persone l'ottenere beni materiali non conduce certo ad essere effettivamente migliori degli altri, anzi priva le loro vere predisposizioni verso oggetti che non saranno mai la causa della loro soddisfazione anelata.Quello che piú importa é che gli altri non godano di quei benefici che li farebbero vivere certamente in una maniera piú soddisfattoria e che di rimbalzo farebbero dell'esistenza sociale una migliore convivenza.Vivere tutti male sembra che sia la soluzione che si é andata instaurando nel corso delle varie formazioni di sistemi sociali che abbiamo visto passare nel corso dei secoli e maggiormente in questi ultimi periodi di democrazia dove la tolleranza ha davvero raggiunto limiti intolleranti. In definitiva si vive con la soddisfazione a privare gli altri di vivere in maniera che reputiamo sia una maniera di vita migliore della nostra....................

ESSERE "I MIGLIORI"
Nella società capitalista in cui siamo costretti a vivere, la cultura dominante é quella dove si premiano i successi economici e dato che essere tra i migliori é una prerogativa dell'essere umano, questo desiderio si paga a caro prezzo. Il desiderio smisurato di raggiungere mete provoca che ogni sensazione di sconfitta sia considerata come una ferita aperta. Ci sono persone che hanno una prospettiva caratteriale errata nel considerare il successo e lo vanno a cercare con qualsiasi mezzo, i tradimenti, le adulazioni o le aggressioni verbali nascondono in molti casi manie di grandezza che si sono sviluppate durante l'infanzia. Nell'insegnamento dei più' piccoli, gli si da una sensazione che tutto il mondo sta ai loro piedi, quindi il bambino quando sarà adulto cercherà questa sensazione durante tutta la sua vita, ed al contrario se avrà una educazione con una marcata carenza affettiva, avrà la sensazione d'essere stato messo da parte e conseguentemente nella vita d'adulto tenterà sempre di primeggiare nel suo contorno sociale senza arrivare mai ed essere del tutto soddisfatto. Il desiderio d'essere "importanti" sta molte volte, dietro ad un comportamento aggressivo, in cui centrano la valorazione di se stessi nelle persone che hanno come riferimento, sia che questi siano i loro capi, i loro vicini, i loro parenti o i loro conoscenti. La paura all'insuccesso fa diventare molte persone perfezioniste, non ammettendo questa possibilità nell'arco della propria vita umana, escludendo questo pensiero dalla mente. Pero' il non raggiungimento dei loro progetti come avevano prefissato, potrà portare la loro vita ad un totale fallimento dato che non avendo preso in considerazione una tale eventualità. Riconoscere i propri limiti, credo sia più soddisfacente che installarsi in una vita di finzione, la conoscenza delle proprie possibilità farà dell'essere umano una persona autentica. Esiste un tipo di personalità che finge una durezza che non si ha come base; crea situazioni conflittive in ogni luogo che pratica.Per affrontare questi tipi di carattere si usano generalmente tre condotte: la sottomissione, la fuga, o l'affrontare apertamente queste persone. La condotta più appropriata puó essere quella di tentare che queste persone spieghino le ragioni del loro comportamento e che cosí possano trovare una specie di "autocritica" nelle loro spiegazioni. É importante scoprire che non é necessario per forza essere i cosiddetti migliori per trascorrere una vita soddisfacente..........

SIMBIOSI.
Ognuno di noi vorrebbe vivere nel migliore dei modi, a proprio piacimento, sfruttando tutto quello di buono che esiste sulla faccia della terra e che gli altri esseri umani hanno contribuito a metterci a disposizione. Ma giá il fatto che tutti desideriamo gli stessi benefici, ed inevitabilmente ottenere questi benefici significa privarglieli ad un consimile, i contrasti sono inevitabili e talvolta feroci. Cosí che nessuno ottiene pienamente ció che desidererebbe veramente. É logico pensare che una sola persona non potrebbe nemmeno vivere se non esisterebbero altre persone che collaborano ad instaurare e cercare quello stato di benessere che tutti quanti auspichiamo. Il problema stá nel fatto che non tutti collaboriamo nella stessa misura per ottenere ció, ma sopratutto, quasi nessuno mette a disposizione della comunitá in cui vive, quello che potrebbe dare veramente. Quasi nessuno s'integra completamente, quasi nessuno attua con quella auto-sufficienza che potrebbe contribuire ad eliminare molti contrasti: a tutti piace essere serviti e riveriti, peró non si pensa al fatto che chi ci serve, vorrebbe a sua volta essere servito, o quando ci si pensa, spesso si prende un'atteggiamento di superioritá. La societá in cui viviamo che non é altro che il volere di alcune persone che assegnano ruoli, funzioni, compiti, responsabilitá che la maggior parte delle persone svolge di malavoglia oppure con moltissima "sufficienza". Cosí facendo si é instaurata una situazione dove nessuno cerca di fare qualche cosa in piú di quella che gli é dovuta, per il semplice fatto che i suoi eventuali sforzi maggiorati contribuirebbero a giovare solo a determinate persone (che il piú delle volte sono le piú detestate). Scaricarsi le responsabilitá e cercare qualche "fesso" che faccia il lavoro per gli altri é all'ordine del giorno, é un'atteggiamento sempre piú diffuso e sempre piú appreso: l'ottenere i benefici sfruttando il lavoro degli altri é la massima aspirazione dell'uomo attuale, che vive con tutte le comoditá possibili, ed a una vita tan comoda ci si abitua con moltissima facilitá, e non ci si rinuncia a qualsiasi costo. L'espressione del tipo: "un'uomo che si é fatto da solo" é scomparsa; quello che non vanno scomparendo sono i "fessi" che alimentano questo tipo di sistema sociale; e se l'evoluzione fa scarseggiare questi tipi di soggetti, é facile ricercarli in altri tipi di sistemi sociali meno evoluti........

TUTTO FACILE.
É sempre stata prerogativa della maggior parte degli esseri umani ottenere obiettivi senza impegnarsi il dovuto necessario. Si sfruttano qualsiasi mezzo o situazione, per quanto possa essere giudicata incorretta, per ottenere il massimo con il minimo sforzo.Nelle scuole vorrebbero superare gli esami senza studiare, addirittura dedicandosi ad altre cose che ritengono se non più importanti, sicuramente più piacevoli. Nel lavoro quando non si possiedono capacità e volontà, spesso si buttano sul "lecchinaggio" o sul "parassitismo". Nell'ambito sociale più propriamente detto, tendono tutti ad avere un successo che visto come é strutturato questo sistema sociale, ben pochi riescono ad ottenere, e la maggior parte gli farà da comparsa a persone il più delle volte più furbe, senza scrupoli di sorta, con sfrenata ambizione o più semplicemente con maggior grinta.La vita facile, non esiste per il semplice fatto che ci creiamo e ci creano sempre barriere da superare. Le barriere più difficili da superare sono quelle fatte d'ignoranza, stupidità, egoismo, e invidia. Gli obiettivi più semplici diventeranno montagne da scalare e molto spesso invalicabili per la gente che possiede ancora una parte di dignità per la vita.La soluzione più facile é la corruzione, la corruzione di tutti i valori positivi a vantaggio di una società corrotta dove i corrotti, i furbi, gli opportunisti, vivono nel loro habitat naturale, lasciando ai margini chi vive e crede nell'onestà umana, e suda le cosiddette sette camicie per ottenere gli obiettivi prefissatosi.

SOCIETÁ DEL DIVERTIMENTO.
L'attuale sistema sociale, tra le tante definizioni con cui si cerca di denominarlo, si puó senza dubbio chiamarlo "la società del divertimento".Questo termine sembra effettivamente diventato un'obbligazione sociale.Comunque credo che come in tantissime altre cose anche in questo si faccia molta confusione attribuendo la parola divertimento a cose che non dovrebbero essere considerati tali come per fare un'esempio: il sesso. Ci sono senz'altro luoghi comuni dove il divertimento é frainteso. Esistono certamente degli stati d'animo dove la predisposizione al divertimento é molto variabile e poi c'é' la maniera per divertirsi, ci sono le varie età della nostra vita che richiedono ognuna il proprio modo di divertirsi: da quello infantile in cui il divertimento é anche sinonimo d'educazione per proseguire nelle varie fasi della vita con sistemi sempre più sofisticati, e non sempre positivi dato che si possono riscontrare nel tempo delle indicazioni collaterali negative. Nella società capitalista non poteva mancare il divertimento sotto forma industriale sfruttando questa tendenza allo svago, cosí sono sorte le più svariate forme di divertimento dove ci sono persone specializzate appositamente in questo settore, con investimenti di capitali per creare veri e propri paradisi del divertimento dove vige una solo parola d'ordine: divertirsi ad ogni costo, anche se i costi naturalmente sono talmente alti che non sono accessibili a tutti; c'é' sempre una categoria di persone che deve ingegnarsi per trovare il suo modo di divertimento, ed a volte non é proprio ortodosso...... La tecnologia dedica gran parte della sua proiezione al divertimento, cercando il modo di farci passare momenti di spensieratezza e velocissimi mettendoci a disposizione giochi che molti considerano dannosi dato che predispongono la persona sempre più ad isolarsi dall'ambito sociale dato che questi giochi il più delle volte vedono la partecipazione di una sola persona accompagnata da una macchiana. In questo modo si perdono sempre di più le relazioni umani e s'incentua l'egoismo.Inoltre si va sempre più gestando il problema della "ludopedia" che colpisce sempre di più i giovanissimi e questo credo sia veramente un problema assai grave dato che s'impedisce lo sviluppo della personalità in altre attività costruttive per la società' e quindi per se stessi.

DISTRAZIONI.

Alcuni di noi vivono costantemente proiettati verso la ricerca di distrazioni che sembrano essere diventate assolutamente necessarie. Il poter evadere dalle problematiche che affliggono quotidianamente le nostre menti é una base solida per farci vivere una vita catturata dalla confusione, dall'indifferenza e dalla svalutazione delle cose che invece dovrebbero assumere un carattere prioritario nei nostri pensieri. É facile perdere la cognizione di dove viviamo e con quali persone condividiamo il nostro periodo vitale. Le distrazioni ci rendono frivoli e ci fanno perdere l'essenza basica della nostra esistenza. Il continuo fuggire da una realtá indubbiamente problematica fá scattare la molla del disorentamento, il brancolare nel buio anche nella luce solare dei giorni é diventato l'indice a cui dovremo sempre fare riferimento quando ci troviamo superati dalle complicazioni circostanziali. La via d'uscita stá solo nella distrazione, che puó essere anche diversione in alcuni casi ma che sempre ci fará evitare la soluzione ai problemi correnti che ancora piú spesso vengono addirittura ignorati per semplice distrazione.Succede con molta facilitá che vivendo in cittá, anche non grandissime, ci perdiamo l'apprezzare certi luoghi di queste cittá dove altri vengono a visitare appositamente, e spesso succede che quando qualcuno ci chiede informazioni riguardo qualche luogo caratteristico, rimaniamo stupiti sul fatto che non ricordiamo dove si trova il posto che ci hanno chiesto, anche se puó capitare che ci passiamo a fianco ogni giorno.La distrazione nelle cose abituali é un'esempio lampante di come ci stiamo perdendo parti importanti della nostra esistenza, il trascurare le persone con cui abbiamo abitualmente rapporti stretti é la chiave con cui apriamo al mondo l'indifferenza piú condannabile.

CONTRADDIZIONI ED AMBIGUITÁ.
Mentre che da una parte le persone appaiono come esseri sognanti, assetati di felicitá affamati di feste e divertimenti, gelose della propria libertá, da un'altro lato scoprono se stessi come esseri insoddisfatti, in conflitto con tutto quello che li circonda, intrappolati da altre schiavitú che altri esseri umani creano. Siamo piú o meno convinti che la base della nostra realizzazione personale risieda in noi stessi, nella nostra interioritá, peró per realizzarci come persone ci rivolgiamo assiduamente a cose che stanno fuori di noi. L'uomo attuale appare come dominatore di nueve tecniche nel campo della salute, dell'immagine, dei trasporti, peró non puó evitare una certa insicurezza causata da fattori come possono essere il terrorismo, l'armamento distruttore, o l'orizonte educazionale imprevesibile dei propri figli. Abbiamo piú possibilitá per evitare l'isolamento grazie ai mezzi di comunicazione, con piú possibilitá d'incontri, riunioni e agglomerazioni che mai, peró ci sentiamo piú solitari che in altri tempi. Le persone dei nostri giorni si presentano come imprenditrici, dinamiche, con un senso e valorazione dell'efficienza molto forte, peró appaiono meno "umanitarie" perché l'efficienza li conduce ad utilizzare qualsiasi mezzo per ottenere "risultati" e conseguentemente li conduce a svalorizzare ai non efficaci. Nell'ambito sociale, rivendichiamo da una parte i diritti di tutti i cittadini e creiamo scuole speciali per disabili, residenze per gli anziani ecc. ecc. peró d'altra parte si favorisce la creazione di nuove collettivi d'emarginati come i disoccupati, gli immigranti, ci liberiamo degli anziani mandandoli in una "residenza", ci opponiamo alla realizzazione nei nostri quartieri di centri dove si aiutano i malati di AIDS, di drogati, d'alcolici ecc. ecc. Brindiamo alla caduta delle dittature o regimi totalitari ed allo stesso tempo assistiamo passivi al funzionamento di sistemi socio-economici e politici che senza farlo vedere vistosamente sono dei nuovi totalitarismi. In pieno apogeo delle libertá individuali, abbiamo la convinzione, se non la certezza che i mezzi di comunicazione ci maneggiano a piacere, che siamo controllati da una burocrazia informatizata. Siamo una societá che si sorprende a sé stessa per gli avanzamenti tecnologici nelle investigazioni, nei mezzi di comunicazione ma che ancora non ha risolto il suo problema principale che é il far vivere nel benessere le grandi masse che popolano la terra. Ci siamo arricchiti in convivenza grazie al libero pluralismo nella maniera di pensare e d'agire, peró questo a sua volta ha creato una grave crisi morale, un serio vuoto etico. Siamo un miscuglio di contraddizioni ed ambiguitá, autoestimandoci a volte come esseri meravigliosi ed altre volte disprezzandoci come esseri miserabili.......

GRANDI ASPETTATIVE.
Con il passare degli anni stiamo assistendo alla trasformazione della forma di pensare in numerosi settori della vita sociale. Esistono grandi aspettative per vivere una vita migliore. Si spera di raggiungere un'aumento significativo nella qualità di vita in tutti i settori: nelle condizioni di lavoro, nel consumo privato e nei servizi pubblici, nell'intorno cittadino e residenziale. Si aspira in oltre ad un'aumento del grado di autosufficenza personale, a sfruttare di un buon grado adeguado d'intimità, e su questa base a delle relazioni interpersonali del tutto nuove, ugualitarie, libere dei pregiudizi tradizionali. Questa é la concezione multidimensionale che comincia a sorgere nella nostra società a differenza della cultura unidimensionale del progresso, basato solo nel livello di vita e non nella sua qualità, che ha caratterizzato fasi anteriori dell'era industriale. Bisogna partire da questa coscienza come dato obiettivo della società che si vuole trasformare.

LA FRIVOLEZZA PRODUCE RICCHEZZA.
La frivolezza é una conseguenza (logica?) del benessere economico. In una società opulenta dove la gente rifiuta di pensare ai problemi esistenziali; non é la stessa frivolezza a crearci i nostri più gravi problemi sociali?

IGNORANZA.
Chi ignora gli altri ignora se stesso. Perché gli altri fanno parte della società in cui si vive. Tutto quello che é bene o male siamo anche noi che lo creiamo. Se si ignorano gli altri ignoriamo noi stessi.

VIVI E LASCIA VIVERE.
"Vivi e lascia vivere", sicuramente é un buon proposito; sinonimo di tolleranza, rispetto e di quieto vivere. Se tutti quanti rispettassimo nella nostra realtà quotidiana quello che si propone questa frase, vivremmo sicuramente in armonia gli uni con gli altri. Peró c'é sempre qualcuno che ci costringe ad osservare come é facile infrangere questa norma non scritta. Questo qualcuno che infrange le regole del quieto vivere é sempre, o il furbastro di turno, o l'analfabeta abituale o l'invidioso onnipresente: un tizio che deve approfittarsi della bontà degli altri per veder esauditi i propri interessi personali. Queste persone logicamente non conoscono il significato della parola "rispetto", il loro egoismo non gli concede la bontà di vivere in simbiosi con gli altri. I motivi sono tantissimi, che vanno da una ignoranza in cui basano la loro vita, passano per la credenza d'essere migliori degli altri, quindi in diritto di disprezzare il prossimo, per terminare con l'immancabile invidia che li rende dispettosi e maligni. Osservando il comportamento delle persone, si nota benissimo il menefreghismo, la maleducazione, il malcostume, l'irriverenza a cui ci sottopongono. Molti di noi logicamente riteniamo scorretto questo tipo di comportamente, peró facciamo finta di niente, evitandoci i problemi, le discussioni, i litigi, facendo la parte dei tolleranti, cosí non passeremo per dei "cattivi" o "antipatici". Peró, sicuramente qualche volta ci sentiamo dei fessi, ci arrabbiamo interiormente rodendoci il fegato peró conserviamo il quieto vivere. Quando uno si comporta in maniera deleteria nei suoi stessi confronti, si potrà accettare questo autolesionismo, (anche se in un sistema sociale evoluto questo non dovrebbe neanche accadere) peró quando il malcostume significa danneggiare la serenità delle altre persone dovremmo intervenire. Sono troppe le cose che lasciamo "sorvolare" per mantenere i buoni rapporti che conseguentemente alla lunga danneggiano l'intera società. La permessività non va daccordo con delle regole basilari del vivere sociale. In alcuni casi si trova comodo il malcostume e quindi si imita l'azione deplorevole dando più forza alla fatidica frase, diventando giudici di noi stessi, assolvendoci sempre. Dal non rispettare le più semplici e facili norme ci vediamo involucrati in un continuo infrangere le regole che sosterrebbero una società giusta, arrivando a giustificare un comportamento malsano, non rispettando il facile sarà il primo passo per non rispettare più niente. La nostra società ci costringe a vivere male, insoddisfatti del comportamento reciproco per il semplice fatto che qualcuno dice di far vivere a piacere chi non lascia vivere serenamente.............

LIBERTÁ LIMITATA.
Quando parliamo di libertá, a volte ci chiediamo il motivo perché desideriamo essere liberi; la risposta piú ovvia é: per fare quello che piú ci piace. Peró, non ci scappa osservare il fatto che tutto quello che ci circonda ha una sua motivazione d'esistere, le cose e le persone hanno una loro predisposizione nell'esistere. Conoscere e quindi rispettare la finalitá propria di cose e persone é un segno di saggezza. Se pensiamo in questo non possiamo pensare di fare ció che ci pare. La libertá é un fattore di crescita umanitaria, per essere delle persone sempre piú umane. Indipendentemente da come consideriamo questo fatto, sembra logico che la capacitá d'essere liberi, la capacitá di scelta, non puó passare per l'approfittarsi degli altri, imporre i nostri criteri con la forza, vivere a nostro piacere di forma insolidaria, negare i diritti ad altre prsone.Questo ci porta a considerare il fatto che, dato che non viviamo da soli, la libertá personale é strettamente relazionata alla libertá degli altri; la frase che dice: " I miei diritti terminano quando incominciano quegli degli altri" credo sia eloquente. Questo limita la nostra piena libertá, peró se vediamo questo fatto posto in un'altra prospettiva, possiamo dire che desideriamo che gli altri rispettino la nostra stessa libertá. Questa é l'unica forma di tolleranza e di rispetto che ci puó imporre l'esercizio della propria libertá.Le condizioni sociali della cultura in cui siamo immersi ci portano inesorabilmente a sperimentare nueve forme di schiavitú, tra queste si possono vedere chiaramente il culto del piacere ad ogni costo, il consumismo,la banalizzazione del sesso, l'idividualismo esagerato ecc. ecc. Al convertirsi questi modi di vedere la vita in "prassi normale" della nostra societá, sentiamo seriamente ipotecata la nostra capacitá radicale di scelta, di esercitare la nostra libertá. Ci vuole molta luciditá, perspicacia e sopra tutto una grande forza di volontá per non farci schiavizzare da questi "tiranni" dei nostri tempi.

LIBERI

Pensare d'essere veramente liberi mi sembra sia pura illusione. Liberi ci possiamo considerare quando possiamo trascorrere la nostra esistenza serenamente, facendo libere scelte che correte o no, non sono influenzate da fattori esteriori, da persone che per fare i loro, troppo spesso "sporchi comodi" ti priva della tua sacrosanta libertà. Qual'é la persona che puó credere d'essere veramente libera? Tra amori non corrisposti, obblighi lavorativi e familiari, droghe, gioco d'azzardo, ed altri vizi vari, aggiungendo tutti i tipi di ricatti che subiamo abitualmente, ed includendo anche a chi é schiavo dei propri cani, chi puó ritenersi veramente libero? Si dice che viviamo in democrazia e che quindi siamo automaticamente liberi: che sregolatezza pensare che una maggioranza di persone il più delle volte comprate od offuscate da pensieri sbagliati, che vota a delle persone che poche volte se non mai farà i loro interessi, si possa giudicare libera. Il sistema democratico la unica cosa che ti lascia libera é vivere una vita che per molti si puó considerare decente ma che per altri si puó dire veramente che é schifosa. Quando non ci pensa il sistema sociale a toglierti la libertà, ci pensano i singoli individui: invidiando, criticando, non accettando una vita che é differente da quella che fanno loro, ostacolandoti in tutti i mezzi. Credo sia inutile per esempio ricordare come un poliziotto possa entrare facilmente nella tua vita e farne quello che vuole se non hai la possibilità di difenderti.Pensiamo anche ai vari impiegati degli uffici dove uno é costretto a rivolgersi, lí i tuoi dati, il tuo conto bancario o postale, le tue malattie, sono a discrezione di queste persone; ci possono parlare quanto vogliono di "privacy", la privacy non esiste! Con le nuove tecnologie esistenti parlare di privacy é da persone che non si rendeno conto in che tipo di "segreto di Pulcinella" ci troviamo a vivere. Posibilità economica, buone conoscenze e se vuoi ti puoi impadronire delle persone a tuo piacere. Questo é un'altro dei tanti bei regali che ci offre questo sistema democratico basato sulla forza del denaro. C'e qualcuno e sono molti che continuano a dire che questo é il miglior sistema politico-sociale in cui possiamo vivere..........

SUPEREROI.

Non vedo perché dobbiamo diventare tutti dei "Rambo". Peró l'esigenza vitale che abbiamo e la scelta di vivere in questo tipo di societá c'impone d'essere qualche cosa in piú di semplici mortali.La vita attuale ci costringe per prepararci a percorrere il suo cammino, una preparazione "militare". L'insicurezza che regna nelle nostre strade é un fatto risaputo. I piú soggetti a questa vita insicura sono, come logico che sia, le persone piú debili: i vecchi, i bambini e alcun tipo di donna. É ricorrente il problema che s'impone a dover percorrere strade cittadine dove il pericolo costante di fare brutti incontri é una costante che teniamo nei nostri pensieri. Viviamo costantemente con il timor-panico nella pelle e i piú accorti prendono misure di sicurezza quali possono essere l'esercitazione ad una cattiveria che possa rassicurare a se stessi oppure esiste sempre piú gente che pratica palestre dove s'insegna la difesa personale, oppure si circola armati..........Tutti i partitari del sistema democratico sono convinti che questo tipo di paura cittadina si possa vincere mettendo a disposizione dei cittadini maggiore forze dell'ordine, senza cercare un rimedio sociale al problema.Logicamente non é possibile che aumentando le forze dell'ordine si possa far fronte all'inestabilitá sociale, io penso addirittura che in una societá che si mantiene grazie alla corruzione, non ci dovremmo fidare neanche della stessa "forza dell'ordine" (il caso della Uno bianca insegna.....)Il sistema piú giusto a cui possiamo aspicare ci fa vivere con la tremarella addosso, togliendoci perfino la libertá di passeggiare serenamente mentre sbandiera tutti i tipi di libertá possibili e tutta la tolleranza che ci distingue dagli altri esseri viventi. Peró non fa niente assolutamente per difendere le persone piú deboli e naturalmente si criticano quei regimi che almeno faceva vivere liberi da paure alla stragrande maggioranza di persone che componevano il loro sistema sociale.........

REALIZZAZIONI.

Probablimente non c'é nessuna persona che abbia veramente coscienza di aver realizzato i propri progetti personali riguardo al trascorrere della propria esistenza. Credo che tutti, nessuno escluso, ci muoviamo nella vita con una certe dose d'insoddisfazione. Effettivamente, accertare in tutto é difficile: la professione, la scuola, la consapevolezza di aver dato e di dare il meglio di noi stessi, in tutti i campi, con privilegio rivolto all'educazione (dei figli, delle persone vicine a noi); lo sviluppare in maniera armonica le affettivitá e la libertá interiore, avere la possibilitá d'essere accettati e valorati da tutte le persone che ci circondano........tutto questo é veramente molto difficile da ottenere. É molto facile invece inbattersi con persone che vivono la sensazione d'insoddisfazione e addirittura di aver fracassato in alcuni aspetti della loro vita. Sorprende d'altra parte, ascoltare persone che non si pentono per niente di come hanno trascorso e di come trascorrono la loro vita. In questi casi, non solo non si manifesta insoddisfazione , ma bensí ci sono persone che non sono capaci di vedere gli errori che si commettono: non hanno una coscienza che gli permetta di aver attuato in maniera erronea nella loro vita. Qualcosa d'importante manca in questo tipo di persone, le loro coscienze sono deformate e vivono in un continuo auto-inganno. In relazione con le persone che vivono in maniera insoddisfatta o fallimentare, risulta complesso analizzarne i motivi di questa irrealizzazione della propria vita. Da una parte non possiamo mettere da parte la nostra condizione d'esseri fragili, tanto nel piano psicologico come biologico: volontá debole,temperamenti violenti o apatici, salute infermizza, affettivitá non sufficientemente sviluppata ecc. ecc. In altra parte in questa esperienza d'insoddisfazione influenza anche la traiettoria personale di ognuno, il circondario nel quale uno é cresciuto e si é disinvolto: clima familiare, ambiente sociale, tipo di lavoro ecc. ecc. Senza dimenticare tutto quello che chiamiamo "infedeltá e incoerenza" con il nostro progetto personale di vita; le struttue socio-culturali ingiuste ecc. ecc........

samedi 20 septembre 2008

DITTATURA NATURALE.


La forma di governo che c'impone la natura é la dittatura. É inevitabile che sia cosí. Noi esseri umani come tutti gli altri esseri viventi o inorganici seguiamo questo sistema naturale. Noi esseri umani, che possiamo farlo,dato che disponiamo di una capacitá intellettuale che ci permette capire la forma di governo che ci domina, possiamo esprimere le nostre opinioni; alcune volte maledicendo altre benedicendo la forma di governo che ci troviamo a vivere, senza poter fare molto per cambiare la naturalitá degli eventi; noi siamo parte della naturalitá degli eventi. Questa dittatura é terribile ma nello stesso tempo magnifica, le sue leggi sono inesorabili e invariabili, per quanto noi esseri umani tentiamo di ribellarci a certe sue norme, il fatto che possiamo modificare alcune sue strutture, non fa altro che avvalorare la forma dittatoriale della natura. La scienza é dittatura, non la si puó ingannare con artefici che noi piccoli esseri umani cerchiamo di deviare, peró la forma dittatoriale della matematica é logica, esattezza, equivalenza e giustizia obiettiva....... a chi non gli tornano i calcoli é inesorabilmente in errore. Tutto ha un suo ordinamento ben preciso, e a noi sono concesse poche opzioni di cambiamento, possiamo simulare altre forme di governo che ci possano far cambiare la forma dittatoriale in cui viviamo, peró non otteremo mai i risultati sperati. Democrazia, totalitarismo, anarchia ecc. ecc. hanno sempre come base una dittatura, la dittatura della natura. I nostri difetti naturali sono insanabili ordinati da una forma di governo che impone le leggi evoluzioniste che non ci permetteranno mai raggiungere la libertá intesa come liberazione dalla dittatura, perché tutte le forme di ribbellione che possiamo adottare sono giá sotto controllo da una dittatura indistruttibile, onnipotente, eterna; che ci concede dei privilegi che noi non sappiamo sfruttare..........

CONTRO-NATURA
Sfidare la natura é sempre stata una necessitá dell'essere umano. Una necessitá per cercare d'ottenere quell'indipendenza ritenuta da tutti necessaria, ribellandosi alle leggi imposte in maniera autoritaria, da un dittatore impossibile da poter comcepire alle nostre limitate possibilitá concesse. Un dittatore che generalmente trattiamo come se fosse una madre, un dittatore che generalmente non riteniamo sia un tiranno, almeno fino a quando il suo accanimento nei nostri confronti non ci dimostra il contrario, fino a quando non viene punita la nostra arroganza, la nostra presunzione d'essere qualche cosa di piú di quello che veramente siamo, quando sfioriamo quel pensiero d'onnipotenza che ci fará ritornare inevitabilmente incatenati e sottomessi all'evidenza, oppure disintegrati e avvilentemente vinti da quello che non abbiamo mai voluto accettare: la nostra natura d'essere umani.Andare contro-natura, se non proprio logico, ci sembra senza dubbio producente, sostituire quelle leggi naturali che tanto odiamo, perché c'impediscono di dar pieno sfogo al nostro egoismo, alla nostra invidia, ai nostri difetti naturali.... Peró cosí facendo, seguendo questa tendenza azzardata e qualche volta chiaramente stupida, abbiamo ottenuto sí i nostri vantaggi personali ma abbiamo perso la nostra libertá collettiva........

vendredi 19 septembre 2008

IL RUOLO DEL LAVORO.


  1. Il ruolo del lavoro
  2. Attualità lavorale
  3. Impiegati "superstar"
  4. La meccanica dell'arte
  5. Vogliamoci bene



Tutti sappiamo dell'importanza basilare che svolge il lavoro nella nostra vita personale, familiare, professionale ecc. ecc.; tanto il lavoro nemunerato come quello che non lo é. Il lavoro puó condizionare in buona parte il nostro luogo di residenza, nel nostro livello di vita, nella scelta delle nostre amicizie, alle nostre aspirazioni........ La storia di ognuno di noi é in parte la storia del lavoro che realizziamo. Ci parla delle difficoltá o della noia nella nostra vita scolastica, dei dispiaceri, delle disillusioni, della stanchezza per la monotonia del lavoro ripetitivo, della durezza di certe professioni...... peró come contropartita ci parla anche della gioia di vedere il risultato di un lavoro ben fatto, il godersi i soldi guadagnati, la soddisfazione di sapere che si stá facendo qualcosa di utile per gli altri e conseguentemente per se stessi........ Il lavoro contribuisce alla realizzazione personale, é fonte di benessere, creatore di beni materiali, culturali per vivere con comoditá e dignitá, un veicolo di relazioni tra le varie persone, un mezzo per mettere la natura al nostro servizio, certo, rispettandola come si merita che sia. Il mondo del lavoro attuale ci pone dinnanzi a vari interrogativi: per esempio nel vedere gente schiavizzata, soggetta a ritmi di produzione impossibili, uno si puó domandare se veramente il lavoro é il mezzo in cui l'essere umano trova la sua realizzazione. Tutti abbiamo avuto a che fare con l'aggressivitá che genera il lavoro eccessivo o la mancanza di riposo, per non parlare dello stress.....E la mancanza del lavoro a quanti ha cambiato il carattere negativamente? Quali sono le condizioni in cui uno puó dire con certezza che si tratti di lavoro "umanizzato"? Tutti, credo, che vediamo l'urgenza per organizzare il mondo lavorativo, i sistemi di produzione, le relazioni lavorali e le condizioni dello stesso svolgimento lavorativo, in maniera che possiamo veramente rispettare la dignitá di ogni persona.

ATTUALITÁ LAVORALE.
Esistono categorie di lavoratori che svolgono un'attivitá che inevitabilmente gli accorcerà la vita, o che causa trastorni personali o problemi fisici di vario genere.Si potrebbe pensare che chi lavora in questi settori dovrebbe essere ricompensato per la sua diciamo "volentarietá" a svolgere queste attivitá, peró non é cosí, non solo fisicamente sono le categorie piú sfavorite, ma anche economicamente dato che appartengono alla categoria che guadagna i salari, se non i piú bassi poco ci manca. Non basta, si vedono la maggior parte delle volte costretti a sopportare il disprezzo e le angherie di quei lavoratori che "guadagnano" i loro stipendi praticamente senza fare un gran che.Stiamo nel XXI secolo in un regime democratico, ed é proprio questo regime che permette, per esempio che ci siano imprese e luoghi di lavoro dove non si rispettano le piú elementari norme antinfortunistiche. La necessitá della gente fa in modo che i lavoratori accettino situazioni non solo degradanti ma anche pericolose per la loro incolumitá fisica.In tempi passati l'obbligo familiare era il primo movente che faceva di questi poveretti dei veri e propri martiri del lavoro, bisogna anche dire che esisteva moltissima ignoranza, e forme di governo differenti.......... oggi nel sistema democratico a fare questi tipi di lavori ci sono i "fessi" e gli extracomunitari.Certo, i salari rimangono quelli che sono dato che gli imprenditori (da buoni furboni che sono) hanno pensato bene di dire che gli emigranti sono indispensabili (per loro certo, dato che possono permettersi il lusso, per fare un'esempio di poter selezionare 10 persone quando se ne presentano 100 se non di piú, ecco perché servono tantissimi emigranti). Questi ultimi accettano una politica di salari bassi dato che per loro questo poco che guadagnano equivale ad una fortuna e gli imprenditori possono spadroneggiare a loro piacimento scegliendo a volontá.I sindacati naturalmente hanno i loro interessi e certi tipi di partiti paradossalmente difendono categorie che non fanno altro che danneggiare i propri ideali politici.Paradossi all'infinito.........


IMPIEGATI "SUPERSTAR"
In un modello democratico (sotto dettatura statunitense) che si vive in Italia sembra che ognuno possa fare quello che vuole. Mi riferisco al grado di autonomia personale che possiamo notare in qualsiasi tipo di lavoro. Le persone sembrano padroni assoluti della propria attivitá e cercare di riportarli su di un livello accettabile riguardo ai propri incarichi sembra impossibile. Perché oramai si cerca di gestire il lavoro quasi ad un livello amicale, di una amicizia che peró il piú delle volte non esiste proprio. Qualsiasi piccola e media azienda difende in maniera veramente insopportabile i propri dipendenti nei confronti dei poveri avventori (quando sorgono delle divergenze) che hanno la sfortuna di doversi rivolgere a questi; li difendono anche quando hanno torto marcio........Fare qualcosa per far valere i diritti del consumatore é diventato un marchio infamante per chi vorrebbe farsi rispettare in merito a questo assunto. Ormai esiste una "complicitá" tra impiegato ed utente che é antiproducente per tutti e due i componenti. questo é successo perché si é voluto instaurare una situazione di uguaglianza, ed una valorazione personale dei vari incarichi, che peró ha degenerato in una attitudine di strafottenza da parte dei vari impiegati. Un qualsiasi, semplice (dico semplice perché molti occupano un posto che io non riusciró mai a spiegarmi come sia possibile che questi tipi abbiano raggiunto) impiegato si sente padrone della propria impresa e decide a seconda della "simpatia" dei vari clienti, a chi favorire o meno. Peró il piú delle volte, comicamente, sembra di avere a che fare con quei "dittatori" africani degli anni 60' e 70'.Logico, esistono come sempre le eccezioni ma trovarne é diventato veramente difficile, come vedere la neve in agosto.

LA MECCANICA DELL'ARTE

Puó sembrare un paradosso che gli esseri umani debbano ringraziare il fatto d'essere arrivati ad una condizione tecnologica tale che l'utilizzo delle macchine, invece che l'utilizzo sotto forma di schiavismo dei suoi simili, li renda più "umani". Questa é solo una visione erronea, benevola e falsata della realtà. Secondo me la natura degli esseri umani é immutabile.......purtroppo! L'era della macchina a vapore ha liberato l'umanita dall'indispensabilità dell'utilizzo dei suoi simili come brutale schiavitù, certo, peró diverse forme di schiavitù un pó più addolcite esistono a tutt'oggi........ L'umanità é sempre andata alla ricerca della maniera per sfruttare nel migliore dei modi possibili i giorni che ci sono concessi da vivere, trovando nelle piccole o grandi comodità la forma che fa della vita un vero e proprio piacere. Il confortevole benessere che proviamo utilizzando gli oggetti ottenuti dal nostro ingegno, lo constatiamo nel fatto che la necessità di logorare il nostro fisico in lavori che in un tempo passato richiedevano sforzi, va sempre più assottigliandosi.L'utilizzo della mente nel lavoro ci fa sentire soddisfatti e più sicuri, di essere i padroni di macchine e non come succedeva prima essere padroni di uomini. Gli avanzamenti tecnologici sono inesorabili rispetto ad alcuni mestieri, che data la loro inadeguatezza a competere con l'industria sono scomparsi o appartengono ad una categoria che si puó considerare più un'arte che un mestiere: l'artigianato. Il lavoro manuale é del tutto inconcepibile in una era dove le macchine "la fanno da padrona" dei nostri gioni. Il lavoro manuale visto come arte puó sembrare un'altro paradosso, mettendolo in competizione con l'ingegno che ha creato i macchinari, lottando con questi ultimi non ha la minima speranza di spuntarla: la perfezione del lavoro eseguito dalla macchina contro l'imperfezione umorale e fisica del lavoro manuale non ammette competizione. Sotto un punto di vista significa lottare contro se stessi....... i creatori delle macchine. Distinguere un lavoro fatto manualmente da uno fatto a macchina non é molto difficile; dalla perfezione meccanica degli oggetti costruiti con l'ausilio di macchinari manca quella sensibilità eterea del tocco umano che rende questi oggetti sensibili e vicini all'ammirazione dei nostri sensi. Io metterei la parola artigianato tra i vocaboli ormai dimenticati perchè antichi, tra i vocaboli che non usiamo più, la cambierei con un'altra parola che definirei semplicemente con il nome di "arte".

VOGLIAMOCI BENE.

É fuori discussione, dato che é conseguenza logica, che la salute é il valore più importante della nostra vita. Quello che non trovo logico é il fatto che attentiamo continuamente alla nostra integrità fisica. É scientificamente provato che il fumo, le droghe, l'eccesso d'alcool, quello alimentare e tutti gli eccessi in generale: ci fanno male.Il riscontro lo incontriamo in una economia sempre deficitaria, e nelle varie industrie avvelenatrici, e al narcotraffico sempre sulla "breccia". Senza che ci sia un motivo logico, continuiamo a non collaborare se non alla totale scomparsa, (nella società utopica non ci creiamo neanche il problema), almeno alla debilitazione di questi vizi egoista-masochista che ci accompagnano abitualmente.Meriterebbero un discorso a parte, i mali che ci vengono prodotti dal lavoro, e quelli propinati dagli inquinamenti. Dato che oggi é un buon sabato e sto in un posto dove non mi voglio arrabbiare, vi auguro una buona salute a tutti.

mercredi 17 septembre 2008

AI CONFINI DELLA MORALITÁ.


Quando si parla della moralitá, la maggior parte delle persone pensa alla moralitá nell'ambito sessuale. La moralitá abbarca peró tutto il comportamento umano, e anche le conseguenze viste sotto il punto di vista sessuale sono derivazioni del comportamento educativo che abbiamo ricevuto nella nostra infanzia e che riceviamo nell'ambito del sistema sociale. A me della moralitá dal punto di vista personale o di coppia non me ne importa assolutamente niente. Il comportamento personale o di coppia puó far nascere dei problemi solo ineriori, con la propria coscienza o con la coscienza di coppia. Non danneggia la collettivitá, salvo che si verifichino ripercussioni che possono sfociare a compromettere anche la vita sociale. Ma questi fattori é difficile da poter identificare come conseguenti di un pentimento morale. Come é difficile poter mettere un confine alla moralitá: decidere con esattezza dove viviamo moralmente e dove comincia l'abisso dell'immoralitá. Questa difficoltá nasce da un'infinitá di fattori che possiamo identificare inizialmente dall'educazione ricevuta, per poi continuare alle varie deviavioni che nel corso degli anni si verificano. Stabilire un confine morale nella societá dipende anche dal tipo di sistema politico in cui si vive. Storicamente abbiamo potuto constatare le diverse fasi che l'essere umano ha intrapreso nel corso dei secoli e delle diverse civiltá che ci hanno preceduto. Il sistema politico che interessa a noi é quello democratico in cui fa della libertá una sua bandiera, ed inevitabilmente la libertá c'induce a vedere l'aspetto morale assai liberalizzato e generalizzato. Il problema morale é quando la libertá di uno o piú individui compromette la moralitá di altri individui, e valutare un confine in una percentuale di voti credo non sia l'ottimale che possiamo ottenere, anche perché nella stessa maggioranza possono nascere inevitabilmente problemi di natura morale. Stabilire un confine collettivo alla moralitá é impossibile, peró anche lasciare libero sfogo a tutti i comportamenti sociali mi sembra inaccettabile...... Le leggi che pretendono porre confini a questo dilemma non sono soddisfattorie dato che le divergenze sotto questo punto di vista sono tante e non sempre ingiustificate. Seguire l'istinto sembrerebbe la cosa piú logica peró conseguentemente l'istinto fa prevalere sempre il nostro egoismo.........ponderare il lecito morale e l'illecito morale dipende fortemente da un fattore di rispetto che appartiene assolutamente ai singoli individui.......

mardi 16 septembre 2008

CENTRI COMMERCIALI.

  1. Centri commerciali
  2. I supermercati incassano sempre di più di quello che dovrebbero incassare normalmente
  3. Impulsi d'acquisti
  4. Preti riempendo sacchi di monete prelevati dalle casse delle elemosine. Guardie ai supermercati che ti fanno sentire un potenziale ladrone perché entri con una busta e pioggia tutto il giorno
  5. 24 ore su 24
  6. Giustizia mondiale
  7. Multinazionali
  8. Il commercio giusto difende:
  9. Il commercio giusto respinge:
  10. Reciclaggio
  11. Il terzo occhio
  12. Medio ambiente


CENTRI COMMERCIALI
Una buona riuscita del sistema capitalistico é senza dubbio il proliferare come funghi dei centri commerciali. Veri e propi templi dedicati al culto del consumismo. Architettonicamente accattivanti con le loro forme avveniristiche e strutture funzionali; rifugio sicuro contro ogni tipo di clima e di stagione. Corroborato da una limpieza degna di un'ospedale, lavoro ben eseguito di un servizio di pulizia sempre presente.Vita dura per i vecchi mercati rionali e le botteghe gestite da commercianti astuti, sempre propensi a pensare che il cliente sia un "pollo da spennare". Che c'é di meglio che passeggiare per i vari scompartimenti di un supermercato, scegliendo da te, i vari prodotti controllando peso, prezzo e marche. (Ci sono supermercati con forni alla vista dove il cliente puó vedere la preparazione dei vari alimenti: vera civilta!).Bella riuscita veramente; ormai quando visito una nuova città , io includo questi monumenti dedicati al benessere economico.L'unica nota sgradevole é la presenza numerosa delle "guardie di sicurezza" , che sono lì a controllare e a spiare, a testimonianza di una società ancora lontana da raggiungere un grado di maturità civilizzata.

I SUPERMERCATI INCASSANO SEMPRE DI PIÚ DI QUELLO CHE DOVREBBERO INCASSARE NORMALMENTE.
Quando si va a fare degli acquisti in un superercato, specialmente in quelli piccoli, bisogna stare attenti ai prezzi posti sotto gli articoli di vendita, dato che spesso succede di trovare dei prezzi (sempre più bassi) che quando si va a pagare alla cassa, risultano sempre più alti di quello che credevamo fosse il loro prezzo reale. Un'altra avvertenza é quella di controllare le/i cassiere/i perché spesso succede che quest'ultimi fanno passare i prodotti più volte lungo il loro percorso sul prezzario, risultando che noi paghiamo il doppio alcuni articoli.

IMPULSI D'ACQUISTI.
Un'acquisto é il risultato di un'emozione positiva che il piú delle volte viene stimolata, e a volte questo stimolo viene costruito ad arte: sempre piú persone si dedicano al "marketing".La fedeltá ad una marca o ad un negozio in particolare, si raggiungono quando il cliente stabilisce dei vincoli emozionali forti. Questo si consigue mediante l'uso di sistemi accattivanti e convincitori del fatto che i beni acquistati riflettono l'ideale di persona che uno vorrebbe essere: gioventú, ricchezza, ribellione ecc. ecc. Si persuade al acquirente che con la sua compra potrá riempire un vuoto creato in maniera artificiale e che l'acquisto sará il suo "biglietto da visita" nell'ambito sociale.Quando si fanno degli acquisti nel nostro cervello si muovono dei meccanismi che hanno a che vedere con i centri di soddisfazione, le motivazioni, le decisioni, le emozioni, la percezione dell'"io" e il sentimento di possessione. I valori e le immagini culturali determinano le attitudini nelle preferenze di consumo. Da questi valori dipendono le scelte dei luoghi dove si fá l'acquisto, dei prodotti, della forma di pagamento e della vulnerabilitá nei confronti dell'influenza dei messaggi pubblicitari. Il fatto d'essere idealista o materialista, moderno o tradizionale avrá la sua influenza nelle decisioni finali.Non é difficile vedere e quindi anche immaginare in senso generale che la maggior parte delle persone spendono piú di quello previsto e che la maggior parte degli acquisti avviene per impulso. Il famoso "comprare senza pensare".L'elemento fondamentale della compra per impulsi é senza dubbio il prezzo, poi la percezione d'opportunitá, i ribassi, le offerte speciali, due al prezzo di tre, le prove gratis, gli ossequi.......... e chissá quante altre cose s'inventano per poterci convincere all'acquisto. Tutti gli esseri umani sono influenzabili. Le campagne di pubblicitá e di promozioni di prodotti si appellano alle nostre emozioni per aumentare il consumo impulsivo. Si tratta di creare un'idea incosciente su determinati prodotti per differenziarli e predisporre che si comprino per i loro attributi. Il risultato finale é che gli individui hanno una costante senzazione di necessitá dentro dell'abbondanza.Esistono persone che utilizzano le compere per riempire momenti di depressione o per il semplice fatto di liberare tensioni; ormai pensiamo nella compra come ad un momento di celebrazione.........ci vendono sogni che probabilmente non riusciremo a realizzare mai.............

PRETI RIEMPENDO SACCHI DI MONETE PRELEVATI DALLE CASSE DELLE ELEMOSINE. GUARDIE AI SUPERMERCATI CHE TI FANNO SENTIRE UN POTENZIALE LADRONE PERCHÉ ENTRI CON UNA BUSTA E PIOGGIA TUTTO IL GIORNO.
Piove forte, quindi decido d'entrare in una chiesa per ripararmi. Quello che vedo é due persone delle quali uno porta due sacchi di tipo "plastica rinforzata", lo credo bene che si tratti di plastica rinforzata, il loro obiettivo é quello di svuotare l'elemosinieri sotto forma di vere e proprie casse-forti, lo credo bene che si tratti di casse-forti, il loro contenuto cade dentro i sacchi di plastica rinforzata come una "slot-machine" che ha donato il premio dell'anno. E continua a piovere senza pietà per chi é uscito senza ombrello. Nel supermercato del centro commerciale é incredibile la trafila che bisogna fare per poter entrare con una busta. Le guardie che sono all'ingresso fanno in modo di farti pesare nettamente questo pacchetto facendoti credere che sei un potenziale ladrone. Questo é il prezzo che si deve pagare a vivere in un paese "democratico" dove dato che tutti si considerano dei ladri quindi uno che entra in un supermercato (perdipiù con una borsa) é del tutto normale che possa essere un ladro, nessuna offesa per nessuno é la democrazia, accettata e divinizzata.E meno male che continua a piovere ancora. Tutta la giornata, nessuna tregua, nessuna pietà, la pioggia farà crescere ancora di più le aspirazioni di libertà che tutti abbiamo.

24 ORE SU 24.

A poco a poco si vanno imponendo degli orari commerciali che includono sempre piú le domeniche ed alcuni giorni festivi in generale, in cui i negozi possono aprire. Questa é una richiesta specialmente che riguarda le garndi superfici commerciali, gli oramai famosissimi "centri commerciali". E naturalmente a queste richieste vengono le lamentele dei piccoli commercianti e dei vari sindacati.La ragione che prendono come abili questi grandi centri commerciali é quella che in questo modo possono comprare in termini equitativi quelle persone che durante la settimana fanno orari lavorativi che coincidono totalmente con l'apertura di questi stabilimenti commerciali.Chiaro che la motivazione principale é ben altra: si tratta di aumentare gli affari, alzare i prezzi, ottenere maggiori risultati economici. E conseguentemente si va sempre piú accentuando quel sistema consumistico che oramai volenti o dolenti sopportiamo, a volte veramente con molta fatica, sopratutto economica.Si sa che questi grandi centri commerciali proporzionano inoltre, un'ozio basicamente sedentario (cine, sala giochi, ristoranti, paninoteche, fittness ecc. ecc.) che fanno in modo che i compratori trascorrino l'intera giornata o gran parte della giornata alla mercé di questi stabilimenti commerciali.Io non vedo male la cosa, dato che mi piace moltissimo frequentare questre strutture commerciali. D'altronde é vero il fatto che si permette a quelle persone che durante gli orari commerciali normali sono impediti a fare compere, anche di prima necessitá come per esempio andare al supermercato. Poi c'é il fattore di come trascorrere il tempo, un'ottima soluzione é priprio quella di farsi una passeggiati in questi invitanti corridoi commerciali. Io sarei addirittura per avere una struttura del genere a disposizione tutte le ventiquattro ore del giorno, anche pensando al fatto, che costretti a fare maggiori turni lavorativi i commercianti sarebbero costretti a impiegare piú personale..........


GIUSTIZIA MONDIALE.
L'economia ed il commercio sono stati da sempre il mezzo necessario per lo sviluppo e la crescita dell'umanita'. Pero' nelle ultime decadi, si sono prodotti dei cambi sostanziali nel sistema economico che ci hanno portato al modello di sviluppo che attualmente comanda nel mondo.
Il denaro si compra e si vende come se fosse merce come un'altra. Annualmente circolano per i mercati finanziari piu' di 400 biglioni di dollari, dei quali solo 15 corrisponde al pagamento d'importazioni, esportazioni, merci ecc. ecc. Il resto e' speculazione finanziaria.
Si sono flessibilizzati le legislazioni lavorali, le dogane, le imposte ecc. ecc. cosi' molti paesi facilitano l'installazione dentro del suo territorio d'imprese multinazionali.Si tratta di grandi firme con molte ramificazioni e impianti in vari paesi. Ognuna delle 100 multinazionali piu' grandi, vende di piu' di quello che esporta uno dei 120 paesi piu' poveri della terra.
Il commercio mondiale e' quello che muove tutto. Si presenta come la soluzione che favorira' lo sviluppo di tutti i paesi, dimenticando lo sviluppo del mercato locale, che e' quello che alimenta e fa' crescere e migliorare la sua situazione alle famiglie e ai piccoli produttori.

MULTINAZIONALI.
Sono le imprese che sviluppano le loro attivita' in paesi e continenti differenti. Attualmente giocano una parte molto importante nell'economia mondiale, specialmente nei paesi in via di sviluppo. Le 500 multinazionali piu' forti controllano piu' o meno il 70% del commercio mondiale. I paesi in via di sviluppo sono i piu' attrattivi per queste imprese perche': possiedono molte risorse naturali; la manodopera e' economica; sono mercati nuovi per i loro prodotti.
Chiaro e' che il bene del paese dove s'installano passa in secondo piano, la loro presenza e' condizionata solo dai benefici che possono ottenere. Per questo che una loro caratteristica principale e' la mobilita'. Possono trasferirsi rapidamente in cerca delle condizioni ideali, di manodopera a basso costo, legislazioni lavorali permissive, sgravi fiscali.........

IL COMMERCIO GIUSTO DIFENDE:
1 Un nuovo ordine economico mondiale con un'intercambio equo
2 La indipendenza politico-finanziaria del settore commerciale. Una banca alternativa
3 L'apertura delle frontiere dei paesi ricchi
4 le piccole imprese e le cooperative autogestite che rinforzano le autonomie locali
5 La manifattura dei paesi d'origine per garantire il massimo valore aggiunto dei produttori
6 I concetti di "prezzo giusto" e di trasparenza nel calcolo del prezzo
7 Una relazione commerciale rispettosa, senza manovre speculative e di sfruttamento
8 Condizioni lavorative e salariali adeguati
9 Un processo di produzione e un consumo rispettoso con il medio ambiente e la salute, che fomentano l'agricoltura ecologica e il riciclaggio
10 Uno sviluppo sociale ed ecologicamente sostenibile di qualita' di vita per il presente e per il futuro
11 Una struttura impresariale partecipativa e democratica
12 Il rispetto della cultura autoctona, l'uso di materiali e disegni tradizionali, locali e naturali
13 Una relazione maggiormente personale e informativa tra produttori-negozi produttori-acquirenti.

IL COMMERCIO GIUSTO RESPINGE:
1 L'ingiusto ordine economico mondiale tra il Nord e il Sud
2 La politica finanziaria instituzionalizzata (Fondo Mondiale Internazionale, Banco Mondiale) che tiene i paesi indebitati in una dipendenza economica
3 Le barriere tariffarie e gli accordi internazionali che impongono "la legge della Giungla": un mercato libero per il piu' forte
4 Il monopolio delle grandi multinazionali che impongono la loro politica commerciale aggressiva
5 La politica impresariale del manifatturato e del valore aggiunto a vantaggio dei paesi ricchi
6 La compra "al meno caro" o del "meno caro possibile"
7 La speculazione sui prodotti, il prezzo e il pagamento
8 Una politica impresariale di "manodopera economica" che sottomette al lavoratore ad un processo produttivo senza dignita' e di sfruttamento
9 Una politica impresariale che pregiudica il medio ambiente
10 Un concetto di sviluppo basato in una crescita prioritaria economica o di qualita'
11 Una struttura impresariale capitalista, gerarchica e non partecipativa
12 L'uso di materiali e disegni del prodotto non tradizionali o naturali (il dominio del sintetico e della moda)
13 Una relazione anonima tra produttore-venditore e produttore-compratore

RECICLAGGIO.

Nella societá consumistica in cui viviamo esistono tantissime contraddizioni. Per vivire meglio dovremmo risparmiare su tutto, peró per far in modo che il commercio non si veda affettato da una crisi dobbiamo comprare e conseguentemente buttare. Una buona forma per approfittare del consumismo sfrenato é certamente il riciclaggio, che ormai é diventato una vera e propria industria che permette di ottenere nuovi posti di lavoro e con una materia prima praticamente gratuita. L'apprendimento a differenziare i vari rifiuti per facilitare la loro raccolta in maniera separata mi sembra un'ottima idea: con la plastica si possono rifabbricare un'infinitá di cose, cosí vale per la carta che puó essere riutilizzata e altrettanto si puó fare con il vetro e non dimentichiamo le carrozzerie delle vecchie auto....... Questo processo di riciclaggio é inoltre una forma di produzione che pulisce (elimina) buona parte dei nostri rifiuti altrimenti lasciati sparsi per il territorio con la loro inevitabile contaminazione. Questa é una buona iniziativa che si stá sempre piú espandendo nella mentalitá dei cittadini e anche se con le logiche difficoltá si puó arrivare ad un'ottimizzazione dell'amministrazione pubblica che si occupa di questo settore.

IL TERZO OCCHIO
Siamo diventati tutti attori surrealisti, le strade delle noste città si sono riempite di telecamere che in un "ciak" continuo spiano i nostri movimenti. Si puó dire che non esiste un solo marciapiedi dove non sia installata una telecamera. I palazzi dove esiste pericolo di sabotaggio o dove é necessario controllare le persone che vi si avvicinano sono dotati di questo sistema di sicurezza che inevitabilmente spia anche i cittadini che si trovano a passare di là. Certo chi tiene la coscienza pulita non ha nulla da temere, peró' fa sempre un certo effetto sapersi spiati. Questi sistemi di vigilanza richiedono l'utilizzo degli addetti a spiare in modo continuo o come succede per esempio in alcuni "bancomat" le riprese delle telecamere vengono registrate e all'occorrenza vengono visualizzate. Viviamo costantemente vigilati in tutti i locali pubblici, uffici, supermercati, centri commerciali, biblioteche, musei, chiese ........non ci sentiremo mai più soli, sappiamo che esiste un'occhio elettrico che ci fa "compagnia". Logicamente questi occhi meravigliosi non possono mancare nei posti di lavoro, oltre il lavoro dei "lecchini" adesso esiste anche l'occhio che rivela qualche tua mancanza. Nei settori strategici di fabbriche, officine, uffici, forni, cucine, mense.........l'occhio impercettibile é diventata una manna per i datori di lavoro. Il buono di questi occhi artificiali é che ci possono aiutare per esempio nell'attenzione a distanza di bambini o persone malate o impedite........ Come se non bastassero tutte le telecamere "fisse" ci sono anche quelli che s'improvvisano registi, dato che il costo di una piccola telecamera é oggi accessibile a tutti credo che la maggior parte di noi possiede una di queste, quindi c'e' gente che se ne va in giro a "riprendere" tutto e tutti: dai genitori che immortalano i bambini che giocano nel parco, ai "guardoni" che spiano le coppiette in amore.........é difficile che oggigiorno passi inosservato un fatto di cronaca, dato tutti gli occhi meccanico-nascosti che ci troviamo puntati addosso. Il terzo occhio nel bene o nel male ci fa compagnia continuamente...........non potremo sentirci mai più' soli!

MEDIO AMBIENTE.
E' sempre piu' evidente l'impatto prodotto dall'essere umano nel medio ambiente: se vogliamo che le generazioni future sfruttino degli stessi benefici che la natura ci offre a tutt'oggi, dobbiamo cambiare alcune cattive abitudini che adottiamo con frequenza quando ci troviamo sulle spiagge, nel mare, lungo i corsi dei fiumi, nella pace dei laghi e della campagna, nel fresco di boschi e montagne........ Conosciamo tutti come ci si dovrebbe comportare quando ci troviamo a sfruttare le bellezze naturali, pero' come sempre la mancanza di rispetto, l'egoismo, la noncuranza o a volte la pigrizia, c'inducono ad adottare il comportamento meno opportuno. L'inquinamento industriale e chimico, che qualche anno fa' ci vedeva severamente minacciati, dopo numerosi disastri ecologici (che si producono ancora) abbiamo potuto ovviare con delle norme salutari, imposte alle fabbriche, agli stabilimenti industriali, agli ospedali e a tutte le aziende che apportano questo pericolo, senza dubbio esistono i soliti evasori, come tutti gli evasori in tutte le categorie. Restano le associazioni ecologiste che cercano di combattere questa piaga mondiale, a volte penso io con azioni esagerate (vedi Greenpeace),(scrivendo questo nome mi sto accorgento che non gli si addice per niente, questo nome e' per un cimitero di campagna, per questa associazione vedrei meglio il nome "Greenpower" gli si addice di piu'.) Come sempre sta a noi nel nostro piccolo fare in modo che la nostra natura rimanga grande (grandiosa).

lundi 15 septembre 2008

AMBITO FAMILIARE.

  1. Ambito familiare
  2. Convivere
  3. Convivenza
  4. Complessività e difficoltà nella convivenza
  5. Sensazioni contagiose
  6. Simbiosi

La quantitá di esperienze che accumulano le persone nel corso degli anni é molto importante. Dalle prime tappe della vita fino al raggiungimento della maturitá, le persone si arricchiscono al relazionarsi con le altre persone che vivono in posti ed ambienti differenti. Senza dubbio la prima relazione che vive l'essere umano stá nell'ambito familiare. E maggiormente in una maniera piú forte e gratificante (per lo meno al principio) la relazione con la madre, dato che con l'allattamento si creano delle relazioni (secondo gli spicologi) insostituibili. Anche gli asili infantili possono arricchire al bambino in relazioni sociali: un numero maggiore di consimili con la quale convivere, i vari bambini sono differenti nella loro procedenza, differenti ambienti sociali........ Peró l'ambito familiare é il posto dove l'affetto, la convivenza si danno per scontati. La famiglia é senza dubbio nella maggior parte dei casi, un rifugio per le affettivitá e forse l'unico posto in che, oggi le persone s'incontrano apprezzate, valorate, amate......... La famiglia d'altra parte é cambiata. Logicamente soffre di tutti i cambiamenti sociali che si sono verificati. E dato che la societá si é fatta piú aperta, piú tollerante, e indifferente verso alcuni valori importanti che si consideravano precedentemente nell'ambito familiare, la famiglia soffre le conseguenze. Si puó definire la famiglia moderna una famiglia programmata, per esempio si é passati dal caso delle vecchie famiglie che erano numerose, alle attuali che si vedono costrette a programmare quanti figli e quando si devono avere. le mamme dedicano sempre meno tempo ai loro bimbi perché la societá le vuole attive nell'ambito lavorale. La societá democratica, che predica il rispetto di tutte le persone e di tutte le idee di queste, é entrato anch'esso a far parte della famiglia "democratica". Il fatto sicuro che in questo ambito familiare le affettivitá non sono del tutto sincere e altruiste, si detettano anche sintomi d'egoismo e comoditá che con il passar del tempo diventano sempre piú marcate. Si possono creare situazioni d'isolamento nell'interno della famiglia, il chiudersi ognuno in sé stesso, di disinteressarsi di una convivenza sociale piú ricca e arricchitrice.

CONVIVERE.
Convivere non é facile; bisogna avere una capacità sufficiente per accettare di vivere con altre persone. Come base bisogna avere una conoscenza adeguata di se stessi; conoscere le qualità e le principali caratteristiche della propria psicologia personale. Rettificare quegli aspetti della personalità che pongono delle difficoltà impedendoci un buon trattamento nelle relazioni quotidiane. Necessitiamo lottare per desterrare il negativo, evitando reazioni impulsive, non perdere l'autocontrollo, osservare l'utilizzo degli schemi rigidi, intransigenti ed ermetici; come anche cercare di controllare la suscettibilità, i cambi bruschi d'umore senza motivo o la disconsiderazione sistematica davanti a opinioni differenti alle nostre. É importante conoscere il contesto dove si sviluppa la convivenza, e dire: la situazione concreta dove ha luogo questa relazione, la valorazione adeguata della realtà. Logicamente bisogna conoscere la persona, o le persone con cui si convive per potersi capire: mettersi nei panni degli altri, situarsi nel loso spazio vitale, vedere il mondo dalla loro ottica; comprendere, abbracciare, unire, fare dei problemi e degli interessi dell'altro parte dei propri. Per ottenere una convivenza possibile deve esistere rispetto e stima reciproci; il rispetto sarà tenere attenzioni, cosiderazioni, tenere in conto la dignità dell'altra persona: essere tolleranti. Questo é il cammino per raggiungere un'apprezzamento mutuo in mezzo alle diversità di forme e maniera d'essere e di pensare. Apprendendo a dialogare, perché il dialogo é il punto centrale della convivenza; dobbiamo essere capaci d'ascoltare e simultaneamente di proporre argomenti espressando le nostre opinioni, dimostrando cosí l'essere daccordo o disaccordo sulle argomentazioni trattate, espressandolo senza offendere ne disistimando alla persona che sta disconforme con il nostro punto di vista. Bisogna arrivare al punto di pensare per poi mettere in pratica come migliorare la convivenza.

CONVIVENZA.
Gli esseri umani esistiamo non solo per vivere ma bensí anche per convivere. Esiste una necessitá basica di vivere con gli altri. Si pensi solamente al fatto di conservazione della specie, senza convivenza con l'altro sesso potremmo rinunciare alla esistenza naturale della specie.Viviamo in famiglia, con gli amici e conoscenti, con i vicini di casa, con i cittadini della nostra cittá e a volte di altre cittá; tanto nel lavoro come nelle altre attivitá condividiamo interessi comuni con gli altri. Naturalmente sono differenti i livelli di convivenza con alcune persone che con altre: non si puó comparare il livello di convivenza in un matrimonio che quello che si tiene a livello condominiale o nell'ambito cittadino, non é lo stesso condividere tutta una vita che farlo occasionalmente, non é lo stesso condividere tutte le vicissitudini che appartengono ad una vita in comune che farlo solamente nei momenti liberi di cui uno dispone. Necessitiamo degli altri costantemente: per nascere, per apprendere a vivere, a parlare, a pensare, a godere, per poterci divertire, per sentirci protetti, per poter comunicare e appoggiargi quando sorgono difficoltá...... Ogni persona é il risultato di molti fattori; uno di questi é senza dubbio la convivenza con gli altri, con tutto quello che ci apporta vivendo con gli altri immersi in maggiore o minor grado. Tutto quello che é buono o cattivo in noi, lo dobbiamo all'influenza della famiglia, degli amici, degli educatori, dei compagni di lavoro e di studio, in definitiva all'intorno socio-culturale in cui viviamo. In distinti livelli, la convivenza que manteniamo ci apporta i valori e i difetti che esistono nell'esistenza dell'essere umano: affetto, intimitá, pluralismo, progresso, diversione, odio egoismo, invidia, ecc. ecc. Il sistema democratico in cui viviamo ci fá pensare nella convivenza come in una necessitá problematica. É indubbio che necessitiamo vivere in simbiosi con gli altri , ma é altrettanto vero che la convivenza con i nostri simili, specialmente in questo sistema sociale in cui siamo costretti a vivere, é molto problematico dato le imposizioni che un sistema cosí ci impone. Quando potremo crescere tutti in modo cosciente delle nostre possibilitá di convivenza positiva potremo aspirare ad un sistema sociale ottimale. Ma per ottenere questo dovrá passare ancora moltissimo tempo.........

COMPLESSIVITÁ E DIFFICOLTÁ NELLA CONVIVENZA.
A pensare della necessitá che abbiamo di convivere (sia in intimitá o in semplici relazioni) la convivenza non é facile né semplice. Ce lo dimostra la nostra esperienza e l'osservazione della vita nel nostro intorno sociale. Come sempre, paradossalmente, nonostante la ricchezza della convivenza, a volte ci stanchiamo di vivere con una persona, e allora cerchiamo momenti "d'evasione", di "riposo", o solamente ci separiamo dagli altri per rimanere da soli per alcune ore o perfino alcuni giorni. Siamo esseri veramente complessi, e non riusciamo a liberarci di un certo egocentrismo che ci conduce a chiuderci in noi stessi e a volte questo comportamento puó far soffrire ad altre persone. Se uniamo a tutto questo i conflitti che a volte produce la dinamica della realtá diaria: il lavoro, le distinte visioni sulla vita politica, la difesa dei valori opposti ecc. ecc. Si genera una certa tensione in ogni tipo di convivenza che ci porta ad isolarci, a staccarci da questi tipi di contrasti-persone oppure ci conducono ad affrontarli creando forti contrasti. Alcuni indicatori della difficoltá nella convivenza sono senz'altro: la solitudine, nella quale si vedono coinvolte molte persone. Tanto psicologi, come psichiatri e sociologi coincidono nell'affermare que la solitudine é un fenomeno che prevale maggiormente nelle moderne cittá, dove le condizioni di vita creano tensioni nell'individuo,(solitudine in mezzo alla gente o moltitudine solitaria). Ammontonati nei quartieri superpopolati, nei luoghi d'espanzione, nei mezzi di trasporto, l'uomo moderno si sente morso dalla solitudine: gomito a gomito fisicamente, si vede paradossalmente distanziato psicologicamente. Esistono conflittivitá dovute a razzismo o xenofobia e nessuno puó negare l'esistenza di una cattiva convivenza scaturita dall'incomprensione generazionale. Senza dubbio, dove piú soffriamo le difficoltá della convivenza é l'ambito socio-politico. Viviamo costretti a convivere costantemente in situazioni di grave conflittualitá che lascia dietro di sé odio, disprezzo, emarginazione, povertá........ Paradossicamente, quanto piú intima, intensa e ridotta é la convivenza, é sicuramente ricca in molti aspetti, peró é anche piú difficile, non ci sono coppie che non esperimentino difficoltá nella propria convivenza......e spesso l'unica soluzione é cercare la dolorosa separazione......... La esperienza ci dice che il conflitto anche se non proprio collaterale alla vita in convivenza umana esiste senza dubbio in quanto varie persone entrano in relazione tra di loro, specialmente se questa relazione si verifica instabilmente. La chiave per soluzionare i problemi di convivenza credo la possiamo incontrare nel tempo.........

SENSAZIONI CONTAGIOSE.
L'individualismo, la competitivitá e la produttivitá generano in noi insicurezze, dubbi e la sensazione sempre piú ansiosa che mancano sempre delle ore ai nostri giorni. Con questo sistema di valori si sente la costante necessitá d'essere il migliore, il timore ad essere giudicati, la sfiducia verso gli altri e la paura degli insuccessi. Cerchiamo strategie per non commettere errori o per cosí dire per proteggersi e quindi si soffre uno stato d'allerta costante.Tutti noi esseri umani siamo esposti a soffrire tensioni psichiche per avvenimenti del tutto quotidiani come per esempio il desiderio di compiere perfettamente con le nostre responsabilitá lavorative, con la propria salute e quella dei familiari,, i conflitti di convivenza, i problemi economici ecc. ecc. Le tensioni possono estendersi inoltre ad altre aree della vita che in principio non dovrebbero risultare fuori di conflitti interni come per esempio le divagazioni.I momenti di svago sono considerati da molte persone come il contrappeso ai suoi problemi o alle loro tensioni. Si compie come uno spazio di tempo guadagnato alla insoddisfazione. Questa attitudine di ricerca del riposo e la felicitá a tutti i costi genera un'aspettativa che, la maggior parte delle volte, non si compie come si erano pianificate le cose, ed il risultato é una insoddisfazione che si puó trasmettere inevitabilmente anche alle altre persone.É importante tenere in conto che come tante altre forme di vita, il perfezionismo, la inquietudine, le preoccupazioni e la paura sono sensazioni contagiose.......

SIMBIOSI.

Ognuno di noi vorrebbe vivere nel migliore dei modi, a proprio piacimento, sfruttando tutto quello di buono che esiste sulla faccia della terra e che gli altri esseri umani hanno contribuito a metterci a disposizione. Ma giá il fatto che tutti desideriamo gli stessi benefici, ed inevitabilmente ottenere questi benefici significa privarglieli ad un consimile, i contrasti sono inevitabili e talvolta feroci cosí che nessuno ottiene pienamente ció che desidererebbe veramente. É logico pensare che una sola persona non potrebbe nemmeno vivere se non ci fossero altre persone che collaborano ad instaurare e cercare quello stato di benessere che tutti quanti auspichiamo. Il problema stá nel fatto che non tutti collaboriamo nella stessa misura per ottenere ció, ma sopratutto, quasi nessuno mette a disposizione della comunitá in cui vive, quello che potrebbe dare veramente. Quasi nessuno s'integra completamente, quasi nessuno attua con quella auto-sufficienza che potrebbe contribuire ad eliminare molti contrasti: a tutti piace essere serviti e riveriti, peró non si pensa al fatto che chi ci serve, vorrebbe a sua volta essere servito, o quando ci si pensa si prende un'atteggiamento di superioritá. La societá in cui viviamo che non é altro che il volere di alcune persone che assegnano ruoli, funzioni, compiti, responsabilitá che la maggior parte delle persone svolge di malavoglia oppure con moltissima "sufficienza". Si é instaurata una situazione dove nessuno cerca di fare qualche cosa in piú di quella che gli é dovuta, per il semplice fatto che i suoi eventuali sforzi maggiorati contribuirebbero a giovare solo a determinate persone (che il piú delle volte sono le piú detestate). Scaricarsi le responsabilitá e cercare qualche "fesso" che faccia il lavoro per gli altri é all'ordine del giorno, é un'atteggiamento sempre piú diffuso e sempre piú appreso: l'ottenere i benefici sfruttando il lavoro degli altri é la massima aspirazione dell'uomo attuale, che vive con tutte le comoditá possibili, ed a una vita tan comoda ci si abitua con moltissima facilitá, non si rinuncerebbe a qualsiasi costo. L'espressione del tipo: "un'uomo che si é fatto da solo" é scomparsa; quello che non vá scomparendo sono i "fessi" che alimentano questo tipo di sistema sociale, e se l'evoluzione fá scarseggiare questi tipi di soggetti, é facile ricercarli in altri tipi di sistemi sociali meno evoluti..........

vendredi 12 septembre 2008

OBIETTIVITÁ

  1. Obiettività
  2. Ognuno é responsabile di se stesso
  3. I valori della vita perdono valore
  4. Necessità inutile
  5. Obiettività naturale
  6. Che
Se una cosa, un'oggetto é rotondo davanti agli occhi obiettivi della scienza matematica, non potrá mai essere quadrato. La obiettivitá é fondamentale per il buon funzionamento di un sistema sociale evoluto. É imprescindibile in alcuni settori della vita sociale civilizzata. Se non esistono giudici imparziali, significa che mettiamo le nostre vite, i nostri diritti, i nostri beni materiali in mani della sorte; benevola o maligna a seconda del giudizio dell'uomo-giudice. Se la frase che stá scritta nelle aule dei tribunali ("la legge é uguale per tutti") non viene rispettata, significa che non vogliamo rispettarla, dato che incarichiamo a delle persone a cui diamo la nostra fiducia per poter avere giustizia. Significa che la figura del giudice é una figura del tutto inutile; come inutile possiamo definire le figure degli arbitri negli eventi sportivi. Se la buona fede viene a mancare significa che abbiamo accettato la volontá di chi vuole l'imparzialitá sia l'alibi per gli interessi propri, una giustificazione per il proprio egoismo. L'obiettivitá negli eventi storici non puó mancare, chi pretende farci vedere gli accontecimenti sotto un'ottica di suo gradimento non puó vedersi premiato. La capacitá intellettiva dell'essere umano é in grado di stabilire l'obiettivitá degli eventi accaduti. Certo, se affidiamo unicamente il resoconto dei fatti successi per esempio dal punto di vista imparziale di un Tito Livio significa che abbiamo problemi seri di capacitá intellettiva. Per fortuna abbiamo la possibilitá di valutare le cronache degli storici antichi con conferme archeologiche che ci possono dare una visione maggiormente parziale degli avvenimenti. Riguardo alla storia moderna siamo maggiormente facilitati da documenti visuali, fotografici e da storici di diverse nazionalitá e opinioni politiche. Se vogliamo incontrare obiettivitá nella storia bisogna che facciamo spremere con piú vigore il nostro cervello. Se siamo interessati che il vero volto dei fatti accaduti non emerga, non possiamo dar la colpa alla obiettivitá ma solamente ai propri interessi. L'obiettivitá nei giudizi delle persone o dei posti geografici a noi cari é la piú difficile, i sentimenti accecano e ci fanno vedere il bene quando in realtá é male. Cosí succede spesso che si difendono assassini, ladri, miserabili ecc. ecc. perché fanno parte del nostro cuore. Anzi si arriva al punto di valorizzare certi atteggiamenti delittuosi e questo significa proprio la sconfitta dell'obiettivitá, la sconfitta della razza umana. L'obiettivitá é una grande virtú. Bisognerebbe insegnarla fin dai primi giorni di vita, perché l'uomo obiettivo non aspetti altri secoli per poter conquistare questo bene prezioso.

OGNUNO É RESPONSABILE DI SE STESSO.
Si! Ognuno deve essere responsabile di rispettare le leggi, norme, regole imposte da qualcun altro, che il più delle volte ha pensato ai propri interessi, o in quelli di determinate categorie, creando cosí un tipo di società iniqua.Il raggiungimento dei 18 anni segna il confine dell'irresponsabilità con quello della responsabilità, solamente legale. Ci sono stati concessi 18 anni di apprendistato per formarci come cittadini di una nazione. Peró ci troviamo a questa età una società già costruita e instaurata, con leggi già decise e comportamenti consolidati, dove é difficile poter cambiare quello che si ritiene sconveniente per il buon funzionamento; appunto della nostra società.Nelle famiglie, ritenute responsabili troppo spesso si tende a favorire la riuscita dei propi figli nella vita, trascurando aspetti che sono dannosi alla collettività.Nelle famiglie dove i genitori sono degli assassini, dei ladri, dei corrotti.... troppo spesso manca l'obiettività necessaria da parte dei figli, che li porterà a difendere il comportamento dei genitori.Nella scuola, maestri e professori che dovrebbero essere i più responsabili, queste persone troppo spesso sono propensi ad aspettare con ansia il suono della campanella, oppure sono sconfitti da un sistema che pensano sia inguaribile.La televisione e la cultura in generale, secondo me é secondaria rispetto alle prime due istituzioni, e educa in modo soggettivo.La religione composta da ipocrisia credo sia solo nociva.E la strada rispecchia il profilo di questa società in cui viviamo. Lí si puó vedere chiaramente il fallimento del nostro sistema sociale.Io non mi sento responsabile di questo "disastro" in cui mi trovo a vivere.La nostra responsabilità maggiore é fare qualcosa per curare questa malata ormai agonizzante

I VALORI DELLA VITA PERDONO I VALORI.
Come se fossero animali in via d'estinzione, stanno scomparendo tutti i veri valori della vita. Non esiste società civilizzata che non riconosca valori tipo l'altruismo, il rispetto, l'obiettività, l'amore-vero, l'amicizia-vera ecc. ecc Non esiste soggettività nei vari veri valori della vita dato che coinvolgono tutte le persone che vivono nella stessa società. Soggettiva é l'elezione che un individuo esercita nell'accettare questi valori in una società in cui viviamo in simbiosi con gli altri. Come é possibile crearci un "mondo nostro" , se stiamo strettamente collaterati con gli altri. Ogni piu' piccola nostra iniziativa é osservata e giudicata dall'occhio critico d'innumerevoli persone, pronte a gettarci addosso tutti i suoi rancori, invidie, frustrazioni e ripicche personali. Come posso auto-incolparmi nel vedere che una moltitudine di gente continua a dar vita ad una società in cui i veri valori collettivi (in cui credo) vengono sempre più derisi e calpestati, a vantaggio di falsi valori propagandati ad arte da persone senza scrupoli e quindi senza valori veri.

NECESSITÁ INUTILE.
L'inevitabile necessità d'essere migliori degli altri ci fa inevitabilmente perdere l'obiettività necessaria per essere migliori degli altri.

OBIETTIVITÁ NATURALE.
Come abbiamo potuto constatare dalle catastrofi atmosferiche avvenute in questo ultimo periodo (inondazioni in centro-Europa e uragano negli Stati Uniti) possiamo certamente contrastare quelle affermazioni un poco piagnistee di certi individui che affermavano che le disgrazie si abbattono sempre sui popoli piú necessitati economicamente, che "piove sempre sul bagnato". A riprova di una natura che non guarda in faccia a nessuno e che non si fa corrompere dal denaro, che non ha i suoi "popoli eletti", possiamo dire che con giustizia naturale, (anche se ovviamente ci dispiace del fatto che sono morte molte persone e che si sono persi molti beni materiali) ricchi e poveri sono visti sullo stesso livello. Quello che cambia é l'attitudine umana quando si tratta di catastrofi naturali: molti popoli sfruttano la loro potenza economica per poter cercare d'affrontare le calamitá naturali che sono riusciti a prevenire grazie all'esperienza secolare in qualitá di catastrofi, altri popoli scarseggiano di potenzialitá economiche, ma sopratutto di una organizzazione preventiva che possa alleviare le intromissioni violente della natura nella vita quotidiana dei popoli. Cosí un terremoto in Giappone non é uguale che un terremoto in Turchia e se vogliamo partecipare, anche di un terremoto in Italia.............Quindi, non é la fortuna che stá sempre dalla parte dei ricchi; mai si potrá affermare questo parlando di una natura generalmente obiettiva.

CHE.
Prendere in considerazione l'obiettivita' nel personaggio di Che Guevara da parte di una sinistra che lo ha mitizzato utilizzandolo come martire del comunismo moderno, e' come cercare obiettivita' nell'egoismo......nell'amor proprio. Creare un mito nell'epoca dove si mitizzava la droga, la liberazione degli istinti sessuali attraverso i cantanti o i complessi "rock", non era certo difficile, glorificare una figura che si "muoveva" da parte di un'occidente reso statico da un'opulenza sempre piu' marcata e sempre piu' propenso ad essere spettatore passivo degli avvenimenti che lo circondano, e' quasi stato naturale. Di questo personaggio apprezzo senz'altro la sua "genuita'", il credere fortemente nei suoi ideali tanto da non accettare il compromesso di una posizione oramai comoda, come poteva essere l'insediamento ad una poltrona di ministro, ma continuare nella sua necessita' sanguigna che era cercare ad ogni costo la lotta armata sotto forma di guerriglia nella ricerca disperata di un'altra rivoluzione vittoriosa e violenta. La sua necessita' di vivere il campo di battaglia e la vita selvaggia che si era costretti a condurre nei paesi dell'America Latina, evidentemente per lui era una prerogativa vitale. Questa ragione di vita lo ha condotto ad una morte prematura pero' scontata, forse cercata o forse data la sua buona fede sperava di ritrovare le stesse condizioni favorevoli che lo avevano condotto vittorioso alla rivoluzione cubana. Non e' stato cosi', era inevitabile che non sarebbe potuto essere cosi'. L'ingenuita' boliviana ci ha lasciato un morto ammazzato (dato che e' morto perche' anche lui ha ucciso a delle persone) e il suo volto impresso sulle magliette dei giovani che adesso macchiano quel viso di ketc-up che gli cade dagli hamburger che mangiano al Mc.Donald.

jeudi 11 septembre 2008

51° STATO U.S.A.

  1. 51°stato U.S.A.
  2. Multi-tutto
  3. Riflessi chiari
  4. Halloween
  5. Made in Japon (sessantatreanni dopo)

Dalla fine della seconda guerra mondiale, abbiamo subito un costante bombardamento monetario nato sotto forma di "Piano Marshall", e con esso un'inevitabile piano di colonizzazione inerente a sfruttare i benefici del suddetto piano economico.I nostri usi e costumi sono stati stravolti con l'arrivo dei vari miti eroi, e supereroi provenienti d'oltreoceano.La maggior parte degli italiani d'oggi conosce certo il selvaggio west, la guerra di secessione americana, i vari Generale Lee, Carson, Buffalo Bill, che non la nostra storia d'indipendenza con i vari Nino Bixio, Rosolino Pilo, Carlo Pisacane ecc. ecc. Hanno fatto nostra una guerra del Vietnam come se avessimo partecipato noi stessi, ci hanno inondato di film e fumetti bellici dove mettono in ridicolo i loro nemici, mentre se visitiamo il più piccolo cimitero militare é pieno di croci-nomi, a dimostrazione del caro prezzo pagato per la loro vittoria.Le loro città ci sono maggiormente familiari che le nostre, hanno mitizzato un disatro ecologico come considero la citta' di New York.Ci hanno invaso con ogni mezzo a soggiogarci ai loro usi e costumi cosí dannosi specialmente per i giovani: droga,alcohol, violenza, malcostume e quindi maleducazione.Resisteva solo la gastronomia, si sta perdendo a favore del mito dell'obesità e delle malattie cardiovascolari, per una società opulentamente incontrollata, lasciando a loro il merito di una colonizzazione adorante il dio denaro e a noi la stupidità di seguire un modello di vita masochista fondato sull'odio reciproco.


MULTI-TUTTO.
Dalla colonizzazione globale da parte degli Stati Uniti D'America, noi italiani abbiamo acquisito il multirismo: multirazziale, multiculturale, multiliberale........il multitutto. La cosa é logica dato che questa nazione é appunto composta da una componente multietnica che a prima vista sembra un caos assoluto. Questa formazione multirazziale che vige in questa nazione é stata dettata da una necessitá prioritaria di popolare questi stati federati, come tutti sappiamo; altrimenti i primitivi abitanti di queste regioni sarebbero i "pellerossa" e tecnicamente non credo che avrebbero fatto passi da gigante. Quindi é del tutto normale pretendere da uno stato dominante che gli stati sottomessi accettino la loro cultura e la loro politica. Comunque, in barba al fatto che si sbandieri una multirazzialitá i posti di potere sono ancora tenuti dai bianchi, alla gente di colore gli viene concesso di giungere ad un certo limite della scala gerarchica politico-nazionale.Questo puó essere confortante pensando a quello che sta avvenendo in Europa, L'imbastardimento della popolazione bianca in alcuni paesi come Gran Bretaga, Francia, Belgio, Olanda é oramai assai radicata, mentre il caso dell'Italia é ancora ai primi vagiti. Questo fenomeno lo possiamo notare (per le genti che non viaggiano) soprattutto per esempio nel campo dello sport, dove genti di colore fanno parte ormai delle nazionali di razza bianca originale.In Italia questo processo é e a quanto pare sará irreversibile, volenti o dolenti. Fermare questo stato di fatto sembra impossibile, anche perché le nuove generazioni sono sottoposte ad una cultura che li abitua a questa realtá. Per i dolenti l'unico sollievo sará quello di non vedere le genti di colore dove erano abituate a vedere persone dello stesso colore di pelle e quindi tradizionalmente (anche se in alcuni casi alla lontana) consanguigni, dato che quando si arriverá a tenere posti decisionali e di comando alla portata della gente di colore saranno diventati polvere..........

RIFLESSI CHIARI
Gli Stati Uniti D'America, sono lo specchio in cui ci possiamo riflettere. Sempre ho pensato che dando uno sguardo a tutto quello che questo stato utilizza per ottenere la colonizzazione del mondo, possiamo vedere la negativitá con cui si presenta il nostro futuro piú immediato. Vedendo, per esempio, la loro macchina propagandistica piú efficace che non é altro che il cinema, possiamo osservare tutta la negativitá in cui dovremo vivere nel nostro futuro immediato e anche in quello piú lontano. Il tipo di sistema sociale che viene mostrato ci dovrebbe far riflettere, gli autori (consapevolmente o inconsapevolmente) mettono a nudo questo modo di vivere che sará il nostro, che giá é il nostro, ma che stranamente non riusciamo a percepire quei chiari barlumi di salvagente che vengono proiettati.In pochi anni abbiamo cancellato (ci hanno cancellato e noi abbiamo accettato di buon grado farci cancellare) secoli di storia, la nostra storia, facendoci abbindolare dalla facile immoralitá che ci vuole vedere come esseri messi a repentaglio dei propri difetti naturali: é piú facile lasciarsi andare in una totalitá di mediocritá che cercare d'essere qualcosa di piú difficile da ottenere: esseri umani che rifiutano la banalizzazione con cui la natura ci sconfigge.Le nostre annose cittá diventeranno quelle strade che possiamo vedere in ogni pellicola che ci propinano questi falsi salvatori dell'umanitá. Tutto il sistema sociale in cui sguazziamo come pesci fuor d'acqua é riflesso nelle immagini che scorrono come ipnotizanti miraggi illusori, annientanto la nostra volontá che non riesce ad emergere, lasciandoci privi di forze in balia delle maree atlantico-pacifiche che inondano le nostre coste profanando perfino le piú alte montagne.Ci specchiamo ogni giorno in uno specchio di degrado.

HALLOWEEN.
Un'altra delle tradizionali feste che si celebrano negli Stati Uniti introdotte nei paesi da loro colonizzati é la festa di "Halloween". Si tratta di una tipica stupida festa che risale alla notte dei tempi, che ha origini celtiche che gli statunitensi hanno trasformato in una tradizione basata sulla paura di streghe gnomi e sciocchezze varie dove alcuni si pongono in testa delle zucche per nascondere la loro "testa di cazzo", andando in giro facendo degli scherzetti talvolta anche un pó pesantucci, a seconda dell'antipatia che si prova nei confronti del malcapitato che subisce questi scherzetti. La festa vera e propria si celebra tra la notte dell'ultimo giorno d'ottobre e il primo giorno di novembre. É una tradizione che a noi europei gli statunitensi ce la stanno introducendo poco a poco. Io mi ricordo fin da piccolo che ho letto racconti e fumetti che evocavano questa festa, dalla "storica" alla piu' "stupida" attuale, peró la cosa si fermava lí non andava oltre ad una conoscenza che apparteneva alla tradizione di un paese lontano. Adesso quest'altra tradizione (più che altro vissuta in maniera economica) ci appartiene anche a noi. I marpioni fabbricanti di denaro organizzano feste a ritmo di "dance" dove accudono gli idioti del "non-so-perché-esisto", o dagli imbecilli del "faccio-arricchire-gli-altri-facendomi-del-male", accompagnati dai cretini del "questo-é-il-vero-sapore-della-vita", coadiuvati dai "gli-altri-non-sanno-cosa-si-perdono", vigilati dai "noi-si-che-sappiamo-come-ci-si-diverte", accolti dai "noi-si-che-sappiamo-come-fare-per-divertire-la-gente". Alcune agenzie turistiche espongono annunci in offerta speciale: "al parco tematico, dall'8 ottobre al 14 novembre superofferta Halloween 04, la paura sta dentro e t'incontrera'" due giorni e una notte in un hotel quattro stelle inclusa colazione ed entrata per i due giorni al parco tematico, prezzo per abitazione occupata da due adulti a partire solamente da 100 € i bambini a 29,50 €. Io non so e non voglio sapere che divertimento si potrà mai incontrare in questo parco tematico, peró so che se vado in qualche quartiere malfamato delle nostre terrorifiche città incontreró una sensazione di paura senza pagare niente, lí la paura te la regalano........é gratis.

MADE IN JAPON (sessantatre anni dopo).
Un vento artificiale d'incandescente forza nucleare ha spazzato via, oltre alla vita di centinaia di migliaia di esseri umani, anche qualsiasi tipo d'incertezza: i crimini di guerra non sventolano solamente i colori lacerati dal vento costante della sconfitta. I colori forti di una bandiera vittoriosa sono mossi da un vento condannabile, formato dall'inobiettivitá, che condanna la ferocia del nemico e glorifica i propri massacri.Le cittá (Hiroshima e Nagasaki) rase al suolo da una calamitá costruita e desiderata dall'uomo hanno aperto una nuova pagina bianca di paura; una nuova era cosí ferocemente incominciata, cosí pericolosamente incerta, cosí inconscientemente accettata.Il "ragazzino" che hanno fatto cadere su Hiroshima non diventerá mai adulto.......Per noi resta ancora una commemorazione sempre piú sentita e sempre piú attuale per tutte quelle vittime di un'attentato contro la umanitá e il ricordo di un'obiettivitá che necessariamente dobbiamo cercare.Non ci sono stati processi contro i responsabili di quegli atti contro il genere umano, logicamente sarebbe assurdo criminalizzare un'esito militare fondamentale per la vittoria finale di una guerra (il presidente degli Stati Uniti sottolineava in quel tempo, il risparmio sotto forma di dollari che ha significato questa tristissima pagina di storia mondiale; si sa, la democrazia che ci hanno poi imposto é basata tutta sul dio denaro........) anche se a pagarne le conseguenze piú dirette sono stati dei cittadini inermi.........peró si sa, i vincitori vengono perdonati se non glorificati, é l'inevitabile costo da pagare per gli sconfitti: accettare quella parte di cattivi che probabilmente non si meritano mai, perché in malvagitá gli esseri umani si equivalgono sempre ........e visto lo stato attuale della societá in cui viviamo in seguito a quegli eventi, la condanna dovrebbe essere maggiore. Sessantatre anni, una generazione di continue sofferenze che si doveva esperimentare sulla pelle di qualcuno, chi meglio di un nemico di guerra? Il dolore é quello che non necessitiamo piú esperimentare.......oramai lo conosciamo troppo bene..............