
- Essere migliori
- Essere "i migliori"
- Simbiosi
- Tutto facile
- Società del divertimento
- Distrazioni
- Contraddizioni ed ambiguità
- Grandi aspettative
- La frivolezza produce ricchezza
- Ignoranza
- Vivi e lascia vivere
- Libertà limitata
- Liberi
- Supereroi
- Realizzazioni
É interiormente inamissibile che qualcuno appartenente alla nostra specie viva in maniera migliore della nostra. Dicendo maniera migliore s'intende sopratutto il lato materialistico che ci offre la vita. Questa interioritá difficilmente puó essere repressa ed a volte é chiaramente palese l'attitudine che deriva da questa nostra esigenza interiore, fino ad offendere, e conseguentemente quando questo atteggiamento é rivolto nei nostri confronti ci offende. Ci offende al tal punto che la nostra piú grande aspirazione diventa quella di privare di quei beni che riteniamo possano far apparire agli altri migliori di noi; con piú possibilitá nel destreggiarsi nei labirinti del sistema sociale, o con piú capacitá per ottenere quei meriti a cui noi non potremmo aspirare mai........................Vivere dimostrando d'essere piú adattati e quindi d'essere migliori degli altri é un'imperativo. Anche se in certe persone l'ottenere beni materiali non conduce certo ad essere effettivamente migliori degli altri, anzi priva le loro vere predisposizioni verso oggetti che non saranno mai la causa della loro soddisfazione anelata.Quello che piú importa é che gli altri non godano di quei benefici che li farebbero vivere certamente in una maniera piú soddisfattoria e che di rimbalzo farebbero dell'esistenza sociale una migliore convivenza.Vivere tutti male sembra che sia la soluzione che si é andata instaurando nel corso delle varie formazioni di sistemi sociali che abbiamo visto passare nel corso dei secoli e maggiormente in questi ultimi periodi di democrazia dove la tolleranza ha davvero raggiunto limiti intolleranti. In definitiva si vive con la soddisfazione a privare gli altri di vivere in maniera che reputiamo sia una maniera di vita migliore della nostra....................
ESSERE "I MIGLIORI"
Nella società capitalista in cui siamo costretti a vivere, la cultura dominante é quella dove si premiano i successi economici e dato che essere tra i migliori é una prerogativa dell'essere umano, questo desiderio si paga a caro prezzo. Il desiderio smisurato di raggiungere mete provoca che ogni sensazione di sconfitta sia considerata come una ferita aperta. Ci sono persone che hanno una prospettiva caratteriale errata nel considerare il successo e lo vanno a cercare con qualsiasi mezzo, i tradimenti, le adulazioni o le aggressioni verbali nascondono in molti casi manie di grandezza che si sono sviluppate durante l'infanzia. Nell'insegnamento dei più' piccoli, gli si da una sensazione che tutto il mondo sta ai loro piedi, quindi il bambino quando sarà adulto cercherà questa sensazione durante tutta la sua vita, ed al contrario se avrà una educazione con una marcata carenza affettiva, avrà la sensazione d'essere stato messo da parte e conseguentemente nella vita d'adulto tenterà sempre di primeggiare nel suo contorno sociale senza arrivare mai ed essere del tutto soddisfatto. Il desiderio d'essere "importanti" sta molte volte, dietro ad un comportamento aggressivo, in cui centrano la valorazione di se stessi nelle persone che hanno come riferimento, sia che questi siano i loro capi, i loro vicini, i loro parenti o i loro conoscenti. La paura all'insuccesso fa diventare molte persone perfezioniste, non ammettendo questa possibilità nell'arco della propria vita umana, escludendo questo pensiero dalla mente. Pero' il non raggiungimento dei loro progetti come avevano prefissato, potrà portare la loro vita ad un totale fallimento dato che non avendo preso in considerazione una tale eventualità. Riconoscere i propri limiti, credo sia più soddisfacente che installarsi in una vita di finzione, la conoscenza delle proprie possibilità farà dell'essere umano una persona autentica. Esiste un tipo di personalità che finge una durezza che non si ha come base; crea situazioni conflittive in ogni luogo che pratica.Per affrontare questi tipi di carattere si usano generalmente tre condotte: la sottomissione, la fuga, o l'affrontare apertamente queste persone. La condotta più appropriata puó essere quella di tentare che queste persone spieghino le ragioni del loro comportamento e che cosí possano trovare una specie di "autocritica" nelle loro spiegazioni. É importante scoprire che non é necessario per forza essere i cosiddetti migliori per trascorrere una vita soddisfacente..........
SIMBIOSI.
Ognuno di noi vorrebbe vivere nel migliore dei modi, a proprio piacimento, sfruttando tutto quello di buono che esiste sulla faccia della terra e che gli altri esseri umani hanno contribuito a metterci a disposizione. Ma giá il fatto che tutti desideriamo gli stessi benefici, ed inevitabilmente ottenere questi benefici significa privarglieli ad un consimile, i contrasti sono inevitabili e talvolta feroci. Cosí che nessuno ottiene pienamente ció che desidererebbe veramente. É logico pensare che una sola persona non potrebbe nemmeno vivere se non esisterebbero altre persone che collaborano ad instaurare e cercare quello stato di benessere che tutti quanti auspichiamo. Il problema stá nel fatto che non tutti collaboriamo nella stessa misura per ottenere ció, ma sopratutto, quasi nessuno mette a disposizione della comunitá in cui vive, quello che potrebbe dare veramente. Quasi nessuno s'integra completamente, quasi nessuno attua con quella auto-sufficienza che potrebbe contribuire ad eliminare molti contrasti: a tutti piace essere serviti e riveriti, peró non si pensa al fatto che chi ci serve, vorrebbe a sua volta essere servito, o quando ci si pensa, spesso si prende un'atteggiamento di superioritá. La societá in cui viviamo che non é altro che il volere di alcune persone che assegnano ruoli, funzioni, compiti, responsabilitá che la maggior parte delle persone svolge di malavoglia oppure con moltissima "sufficienza". Cosí facendo si é instaurata una situazione dove nessuno cerca di fare qualche cosa in piú di quella che gli é dovuta, per il semplice fatto che i suoi eventuali sforzi maggiorati contribuirebbero a giovare solo a determinate persone (che il piú delle volte sono le piú detestate). Scaricarsi le responsabilitá e cercare qualche "fesso" che faccia il lavoro per gli altri é all'ordine del giorno, é un'atteggiamento sempre piú diffuso e sempre piú appreso: l'ottenere i benefici sfruttando il lavoro degli altri é la massima aspirazione dell'uomo attuale, che vive con tutte le comoditá possibili, ed a una vita tan comoda ci si abitua con moltissima facilitá, e non ci si rinuncia a qualsiasi costo. L'espressione del tipo: "un'uomo che si é fatto da solo" é scomparsa; quello che non vanno scomparendo sono i "fessi" che alimentano questo tipo di sistema sociale; e se l'evoluzione fa scarseggiare questi tipi di soggetti, é facile ricercarli in altri tipi di sistemi sociali meno evoluti........
TUTTO FACILE.
É sempre stata prerogativa della maggior parte degli esseri umani ottenere obiettivi senza impegnarsi il dovuto necessario. Si sfruttano qualsiasi mezzo o situazione, per quanto possa essere giudicata incorretta, per ottenere il massimo con il minimo sforzo.Nelle scuole vorrebbero superare gli esami senza studiare, addirittura dedicandosi ad altre cose che ritengono se non più importanti, sicuramente più piacevoli. Nel lavoro quando non si possiedono capacità e volontà, spesso si buttano sul "lecchinaggio" o sul "parassitismo". Nell'ambito sociale più propriamente detto, tendono tutti ad avere un successo che visto come é strutturato questo sistema sociale, ben pochi riescono ad ottenere, e la maggior parte gli farà da comparsa a persone il più delle volte più furbe, senza scrupoli di sorta, con sfrenata ambizione o più semplicemente con maggior grinta.La vita facile, non esiste per il semplice fatto che ci creiamo e ci creano sempre barriere da superare. Le barriere più difficili da superare sono quelle fatte d'ignoranza, stupidità, egoismo, e invidia. Gli obiettivi più semplici diventeranno montagne da scalare e molto spesso invalicabili per la gente che possiede ancora una parte di dignità per la vita.La soluzione più facile é la corruzione, la corruzione di tutti i valori positivi a vantaggio di una società corrotta dove i corrotti, i furbi, gli opportunisti, vivono nel loro habitat naturale, lasciando ai margini chi vive e crede nell'onestà umana, e suda le cosiddette sette camicie per ottenere gli obiettivi prefissatosi.
SOCIETÁ DEL DIVERTIMENTO.
L'attuale sistema sociale, tra le tante definizioni con cui si cerca di denominarlo, si puó senza dubbio chiamarlo "la società del divertimento".Questo termine sembra effettivamente diventato un'obbligazione sociale.Comunque credo che come in tantissime altre cose anche in questo si faccia molta confusione attribuendo la parola divertimento a cose che non dovrebbero essere considerati tali come per fare un'esempio: il sesso. Ci sono senz'altro luoghi comuni dove il divertimento é frainteso. Esistono certamente degli stati d'animo dove la predisposizione al divertimento é molto variabile e poi c'é' la maniera per divertirsi, ci sono le varie età della nostra vita che richiedono ognuna il proprio modo di divertirsi: da quello infantile in cui il divertimento é anche sinonimo d'educazione per proseguire nelle varie fasi della vita con sistemi sempre più sofisticati, e non sempre positivi dato che si possono riscontrare nel tempo delle indicazioni collaterali negative. Nella società capitalista non poteva mancare il divertimento sotto forma industriale sfruttando questa tendenza allo svago, cosí sono sorte le più svariate forme di divertimento dove ci sono persone specializzate appositamente in questo settore, con investimenti di capitali per creare veri e propri paradisi del divertimento dove vige una solo parola d'ordine: divertirsi ad ogni costo, anche se i costi naturalmente sono talmente alti che non sono accessibili a tutti; c'é' sempre una categoria di persone che deve ingegnarsi per trovare il suo modo di divertimento, ed a volte non é proprio ortodosso...... La tecnologia dedica gran parte della sua proiezione al divertimento, cercando il modo di farci passare momenti di spensieratezza e velocissimi mettendoci a disposizione giochi che molti considerano dannosi dato che predispongono la persona sempre più ad isolarsi dall'ambito sociale dato che questi giochi il più delle volte vedono la partecipazione di una sola persona accompagnata da una macchiana. In questo modo si perdono sempre di più le relazioni umani e s'incentua l'egoismo.Inoltre si va sempre più gestando il problema della "ludopedia" che colpisce sempre di più i giovanissimi e questo credo sia veramente un problema assai grave dato che s'impedisce lo sviluppo della personalità in altre attività costruttive per la società' e quindi per se stessi.
DISTRAZIONI.
Alcuni di noi vivono costantemente proiettati verso la ricerca di distrazioni che sembrano essere diventate assolutamente necessarie. Il poter evadere dalle problematiche che affliggono quotidianamente le nostre menti é una base solida per farci vivere una vita catturata dalla confusione, dall'indifferenza e dalla svalutazione delle cose che invece dovrebbero assumere un carattere prioritario nei nostri pensieri. É facile perdere la cognizione di dove viviamo e con quali persone condividiamo il nostro periodo vitale. Le distrazioni ci rendono frivoli e ci fanno perdere l'essenza basica della nostra esistenza. Il continuo fuggire da una realtá indubbiamente problematica fá scattare la molla del disorentamento, il brancolare nel buio anche nella luce solare dei giorni é diventato l'indice a cui dovremo sempre fare riferimento quando ci troviamo superati dalle complicazioni circostanziali. La via d'uscita stá solo nella distrazione, che puó essere anche diversione in alcuni casi ma che sempre ci fará evitare la soluzione ai problemi correnti che ancora piú spesso vengono addirittura ignorati per semplice distrazione.Succede con molta facilitá che vivendo in cittá, anche non grandissime, ci perdiamo l'apprezzare certi luoghi di queste cittá dove altri vengono a visitare appositamente, e spesso succede che quando qualcuno ci chiede informazioni riguardo qualche luogo caratteristico, rimaniamo stupiti sul fatto che non ricordiamo dove si trova il posto che ci hanno chiesto, anche se puó capitare che ci passiamo a fianco ogni giorno.La distrazione nelle cose abituali é un'esempio lampante di come ci stiamo perdendo parti importanti della nostra esistenza, il trascurare le persone con cui abbiamo abitualmente rapporti stretti é la chiave con cui apriamo al mondo l'indifferenza piú condannabile.
CONTRADDIZIONI ED AMBIGUITÁ.
Mentre che da una parte le persone appaiono come esseri sognanti, assetati di felicitá affamati di feste e divertimenti, gelose della propria libertá, da un'altro lato scoprono se stessi come esseri insoddisfatti, in conflitto con tutto quello che li circonda, intrappolati da altre schiavitú che altri esseri umani creano. Siamo piú o meno convinti che la base della nostra realizzazione personale risieda in noi stessi, nella nostra interioritá, peró per realizzarci come persone ci rivolgiamo assiduamente a cose che stanno fuori di noi. L'uomo attuale appare come dominatore di nueve tecniche nel campo della salute, dell'immagine, dei trasporti, peró non puó evitare una certa insicurezza causata da fattori come possono essere il terrorismo, l'armamento distruttore, o l'orizonte educazionale imprevesibile dei propri figli. Abbiamo piú possibilitá per evitare l'isolamento grazie ai mezzi di comunicazione, con piú possibilitá d'incontri, riunioni e agglomerazioni che mai, peró ci sentiamo piú solitari che in altri tempi. Le persone dei nostri giorni si presentano come imprenditrici, dinamiche, con un senso e valorazione dell'efficienza molto forte, peró appaiono meno "umanitarie" perché l'efficienza li conduce ad utilizzare qualsiasi mezzo per ottenere "risultati" e conseguentemente li conduce a svalorizzare ai non efficaci. Nell'ambito sociale, rivendichiamo da una parte i diritti di tutti i cittadini e creiamo scuole speciali per disabili, residenze per gli anziani ecc. ecc. peró d'altra parte si favorisce la creazione di nuove collettivi d'emarginati come i disoccupati, gli immigranti, ci liberiamo degli anziani mandandoli in una "residenza", ci opponiamo alla realizzazione nei nostri quartieri di centri dove si aiutano i malati di AIDS, di drogati, d'alcolici ecc. ecc. Brindiamo alla caduta delle dittature o regimi totalitari ed allo stesso tempo assistiamo passivi al funzionamento di sistemi socio-economici e politici che senza farlo vedere vistosamente sono dei nuovi totalitarismi. In pieno apogeo delle libertá individuali, abbiamo la convinzione, se non la certezza che i mezzi di comunicazione ci maneggiano a piacere, che siamo controllati da una burocrazia informatizata. Siamo una societá che si sorprende a sé stessa per gli avanzamenti tecnologici nelle investigazioni, nei mezzi di comunicazione ma che ancora non ha risolto il suo problema principale che é il far vivere nel benessere le grandi masse che popolano la terra. Ci siamo arricchiti in convivenza grazie al libero pluralismo nella maniera di pensare e d'agire, peró questo a sua volta ha creato una grave crisi morale, un serio vuoto etico. Siamo un miscuglio di contraddizioni ed ambiguitá, autoestimandoci a volte come esseri meravigliosi ed altre volte disprezzandoci come esseri miserabili.......
GRANDI ASPETTATIVE.
Con il passare degli anni stiamo assistendo alla trasformazione della forma di pensare in numerosi settori della vita sociale. Esistono grandi aspettative per vivere una vita migliore. Si spera di raggiungere un'aumento significativo nella qualità di vita in tutti i settori: nelle condizioni di lavoro, nel consumo privato e nei servizi pubblici, nell'intorno cittadino e residenziale. Si aspira in oltre ad un'aumento del grado di autosufficenza personale, a sfruttare di un buon grado adeguado d'intimità, e su questa base a delle relazioni interpersonali del tutto nuove, ugualitarie, libere dei pregiudizi tradizionali. Questa é la concezione multidimensionale che comincia a sorgere nella nostra società a differenza della cultura unidimensionale del progresso, basato solo nel livello di vita e non nella sua qualità, che ha caratterizzato fasi anteriori dell'era industriale. Bisogna partire da questa coscienza come dato obiettivo della società che si vuole trasformare.
LA FRIVOLEZZA PRODUCE RICCHEZZA.
La frivolezza é una conseguenza (logica?) del benessere economico. In una società opulenta dove la gente rifiuta di pensare ai problemi esistenziali; non é la stessa frivolezza a crearci i nostri più gravi problemi sociali?
IGNORANZA.
Chi ignora gli altri ignora se stesso. Perché gli altri fanno parte della società in cui si vive. Tutto quello che é bene o male siamo anche noi che lo creiamo. Se si ignorano gli altri ignoriamo noi stessi.
VIVI E LASCIA VIVERE.
"Vivi e lascia vivere", sicuramente é un buon proposito; sinonimo di tolleranza, rispetto e di quieto vivere. Se tutti quanti rispettassimo nella nostra realtà quotidiana quello che si propone questa frase, vivremmo sicuramente in armonia gli uni con gli altri. Peró c'é sempre qualcuno che ci costringe ad osservare come é facile infrangere questa norma non scritta. Questo qualcuno che infrange le regole del quieto vivere é sempre, o il furbastro di turno, o l'analfabeta abituale o l'invidioso onnipresente: un tizio che deve approfittarsi della bontà degli altri per veder esauditi i propri interessi personali. Queste persone logicamente non conoscono il significato della parola "rispetto", il loro egoismo non gli concede la bontà di vivere in simbiosi con gli altri. I motivi sono tantissimi, che vanno da una ignoranza in cui basano la loro vita, passano per la credenza d'essere migliori degli altri, quindi in diritto di disprezzare il prossimo, per terminare con l'immancabile invidia che li rende dispettosi e maligni. Osservando il comportamento delle persone, si nota benissimo il menefreghismo, la maleducazione, il malcostume, l'irriverenza a cui ci sottopongono. Molti di noi logicamente riteniamo scorretto questo tipo di comportamente, peró facciamo finta di niente, evitandoci i problemi, le discussioni, i litigi, facendo la parte dei tolleranti, cosí non passeremo per dei "cattivi" o "antipatici". Peró, sicuramente qualche volta ci sentiamo dei fessi, ci arrabbiamo interiormente rodendoci il fegato peró conserviamo il quieto vivere. Quando uno si comporta in maniera deleteria nei suoi stessi confronti, si potrà accettare questo autolesionismo, (anche se in un sistema sociale evoluto questo non dovrebbe neanche accadere) peró quando il malcostume significa danneggiare la serenità delle altre persone dovremmo intervenire. Sono troppe le cose che lasciamo "sorvolare" per mantenere i buoni rapporti che conseguentemente alla lunga danneggiano l'intera società. La permessività non va daccordo con delle regole basilari del vivere sociale. In alcuni casi si trova comodo il malcostume e quindi si imita l'azione deplorevole dando più forza alla fatidica frase, diventando giudici di noi stessi, assolvendoci sempre. Dal non rispettare le più semplici e facili norme ci vediamo involucrati in un continuo infrangere le regole che sosterrebbero una società giusta, arrivando a giustificare un comportamento malsano, non rispettando il facile sarà il primo passo per non rispettare più niente. La nostra società ci costringe a vivere male, insoddisfatti del comportamento reciproco per il semplice fatto che qualcuno dice di far vivere a piacere chi non lascia vivere serenamente.............
LIBERTÁ LIMITATA.
Quando parliamo di libertá, a volte ci chiediamo il motivo perché desideriamo essere liberi; la risposta piú ovvia é: per fare quello che piú ci piace. Peró, non ci scappa osservare il fatto che tutto quello che ci circonda ha una sua motivazione d'esistere, le cose e le persone hanno una loro predisposizione nell'esistere. Conoscere e quindi rispettare la finalitá propria di cose e persone é un segno di saggezza. Se pensiamo in questo non possiamo pensare di fare ció che ci pare. La libertá é un fattore di crescita umanitaria, per essere delle persone sempre piú umane. Indipendentemente da come consideriamo questo fatto, sembra logico che la capacitá d'essere liberi, la capacitá di scelta, non puó passare per l'approfittarsi degli altri, imporre i nostri criteri con la forza, vivere a nostro piacere di forma insolidaria, negare i diritti ad altre prsone.Questo ci porta a considerare il fatto che, dato che non viviamo da soli, la libertá personale é strettamente relazionata alla libertá degli altri; la frase che dice: " I miei diritti terminano quando incominciano quegli degli altri" credo sia eloquente. Questo limita la nostra piena libertá, peró se vediamo questo fatto posto in un'altra prospettiva, possiamo dire che desideriamo che gli altri rispettino la nostra stessa libertá. Questa é l'unica forma di tolleranza e di rispetto che ci puó imporre l'esercizio della propria libertá.Le condizioni sociali della cultura in cui siamo immersi ci portano inesorabilmente a sperimentare nueve forme di schiavitú, tra queste si possono vedere chiaramente il culto del piacere ad ogni costo, il consumismo,la banalizzazione del sesso, l'idividualismo esagerato ecc. ecc. Al convertirsi questi modi di vedere la vita in "prassi normale" della nostra societá, sentiamo seriamente ipotecata la nostra capacitá radicale di scelta, di esercitare la nostra libertá. Ci vuole molta luciditá, perspicacia e sopra tutto una grande forza di volontá per non farci schiavizzare da questi "tiranni" dei nostri tempi.
LIBERI
Pensare d'essere veramente liberi mi sembra sia pura illusione. Liberi ci possiamo considerare quando possiamo trascorrere la nostra esistenza serenamente, facendo libere scelte che correte o no, non sono influenzate da fattori esteriori, da persone che per fare i loro, troppo spesso "sporchi comodi" ti priva della tua sacrosanta libertà. Qual'é la persona che puó credere d'essere veramente libera? Tra amori non corrisposti, obblighi lavorativi e familiari, droghe, gioco d'azzardo, ed altri vizi vari, aggiungendo tutti i tipi di ricatti che subiamo abitualmente, ed includendo anche a chi é schiavo dei propri cani, chi puó ritenersi veramente libero? Si dice che viviamo in democrazia e che quindi siamo automaticamente liberi: che sregolatezza pensare che una maggioranza di persone il più delle volte comprate od offuscate da pensieri sbagliati, che vota a delle persone che poche volte se non mai farà i loro interessi, si possa giudicare libera. Il sistema democratico la unica cosa che ti lascia libera é vivere una vita che per molti si puó considerare decente ma che per altri si puó dire veramente che é schifosa. Quando non ci pensa il sistema sociale a toglierti la libertà, ci pensano i singoli individui: invidiando, criticando, non accettando una vita che é differente da quella che fanno loro, ostacolandoti in tutti i mezzi. Credo sia inutile per esempio ricordare come un poliziotto possa entrare facilmente nella tua vita e farne quello che vuole se non hai la possibilità di difenderti.Pensiamo anche ai vari impiegati degli uffici dove uno é costretto a rivolgersi, lí i tuoi dati, il tuo conto bancario o postale, le tue malattie, sono a discrezione di queste persone; ci possono parlare quanto vogliono di "privacy", la privacy non esiste! Con le nuove tecnologie esistenti parlare di privacy é da persone che non si rendeno conto in che tipo di "segreto di Pulcinella" ci troviamo a vivere. Posibilità economica, buone conoscenze e se vuoi ti puoi impadronire delle persone a tuo piacere. Questo é un'altro dei tanti bei regali che ci offre questo sistema democratico basato sulla forza del denaro. C'e qualcuno e sono molti che continuano a dire che questo é il miglior sistema politico-sociale in cui possiamo vivere..........
SUPEREROI.
Non vedo perché dobbiamo diventare tutti dei "Rambo". Peró l'esigenza vitale che abbiamo e la scelta di vivere in questo tipo di societá c'impone d'essere qualche cosa in piú di semplici mortali.La vita attuale ci costringe per prepararci a percorrere il suo cammino, una preparazione "militare". L'insicurezza che regna nelle nostre strade é un fatto risaputo. I piú soggetti a questa vita insicura sono, come logico che sia, le persone piú debili: i vecchi, i bambini e alcun tipo di donna. É ricorrente il problema che s'impone a dover percorrere strade cittadine dove il pericolo costante di fare brutti incontri é una costante che teniamo nei nostri pensieri. Viviamo costantemente con il timor-panico nella pelle e i piú accorti prendono misure di sicurezza quali possono essere l'esercitazione ad una cattiveria che possa rassicurare a se stessi oppure esiste sempre piú gente che pratica palestre dove s'insegna la difesa personale, oppure si circola armati..........Tutti i partitari del sistema democratico sono convinti che questo tipo di paura cittadina si possa vincere mettendo a disposizione dei cittadini maggiore forze dell'ordine, senza cercare un rimedio sociale al problema.Logicamente non é possibile che aumentando le forze dell'ordine si possa far fronte all'inestabilitá sociale, io penso addirittura che in una societá che si mantiene grazie alla corruzione, non ci dovremmo fidare neanche della stessa "forza dell'ordine" (il caso della Uno bianca insegna.....)Il sistema piú giusto a cui possiamo aspicare ci fa vivere con la tremarella addosso, togliendoci perfino la libertá di passeggiare serenamente mentre sbandiera tutti i tipi di libertá possibili e tutta la tolleranza che ci distingue dagli altri esseri viventi. Peró non fa niente assolutamente per difendere le persone piú deboli e naturalmente si criticano quei regimi che almeno faceva vivere liberi da paure alla stragrande maggioranza di persone che componevano il loro sistema sociale.........
REALIZZAZIONI.
Probablimente non c'é nessuna persona che abbia veramente coscienza di aver realizzato i propri progetti personali riguardo al trascorrere della propria esistenza. Credo che tutti, nessuno escluso, ci muoviamo nella vita con una certe dose d'insoddisfazione. Effettivamente, accertare in tutto é difficile: la professione, la scuola, la consapevolezza di aver dato e di dare il meglio di noi stessi, in tutti i campi, con privilegio rivolto all'educazione (dei figli, delle persone vicine a noi); lo sviluppare in maniera armonica le affettivitá e la libertá interiore, avere la possibilitá d'essere accettati e valorati da tutte le persone che ci circondano........tutto questo é veramente molto difficile da ottenere. É molto facile invece inbattersi con persone che vivono la sensazione d'insoddisfazione e addirittura di aver fracassato in alcuni aspetti della loro vita. Sorprende d'altra parte, ascoltare persone che non si pentono per niente di come hanno trascorso e di come trascorrono la loro vita. In questi casi, non solo non si manifesta insoddisfazione , ma bensí ci sono persone che non sono capaci di vedere gli errori che si commettono: non hanno una coscienza che gli permetta di aver attuato in maniera erronea nella loro vita. Qualcosa d'importante manca in questo tipo di persone, le loro coscienze sono deformate e vivono in un continuo auto-inganno. In relazione con le persone che vivono in maniera insoddisfatta o fallimentare, risulta complesso analizzarne i motivi di questa irrealizzazione della propria vita. Da una parte non possiamo mettere da parte la nostra condizione d'esseri fragili, tanto nel piano psicologico come biologico: volontá debole,temperamenti violenti o apatici, salute infermizza, affettivitá non sufficientemente sviluppata ecc. ecc. In altra parte in questa esperienza d'insoddisfazione influenza anche la traiettoria personale di ognuno, il circondario nel quale uno é cresciuto e si é disinvolto: clima familiare, ambiente sociale, tipo di lavoro ecc. ecc. Senza dimenticare tutto quello che chiamiamo "infedeltá e incoerenza" con il nostro progetto personale di vita; le struttue socio-culturali ingiuste ecc. ecc........